Morì mentre lavorava alla Sevel: una condanna a un anno e mezzo

La tragedia nel 2020: l’operaio era impiegato in una ditta esterna che si occupava di manutenzioni Il responsabile accusato di concorso in omicidio colposo. Estranea la società che produce i furgoni
LANCIANO . A tre anni e 4 mesi dal tragico incidente sul lavoro che costò la vita a Cristian Terilli, 28 anni di Pignataro Interamna (Frosinone) dipendente della società Sinergia srl, schiacciato da un cestello mentre faceva manutenzione nel reparto lastratura della ex Sevel il 3 gennaio 2020, arriva la condanna per uno dei tre imputati che, secondo la procura di Lanciano, sarebbero responsabili della morte del ventottenne. Il giudice per le udienze preliminari Giovanni Nappi ha condannato, con rito abbreviato, Renato Di Carlo 58 anni di Cassino, difeso dall’avvocato Giancarlo Visone del foro di Santa Maria Capua Vetere, ad un anno e sei mesi di reclusione, pena sospesa. L’accusa per lui, rappresentante e datore di lavoro della società Sinergia, è di concorso in omicidio colposo.
La sua posizione è stata quindi definita (può fare appello), mentre per gli altri due imputati Pietro Ottavis, 60 anni di Casale Monferrato, difeso dall’avvocato Giovannandrea Anfora del foro di Torino e Giancarlo Torrice 54 anni di Cassino, rappresentato da Sandro Salera del foro di Cassino si aprirà il processo il 19 settembre 2023. Per quanto riguarda i vertici Sevel la posizione è stata archiviata durante le indagini preliminari perché la Procura ha accertato la loro estraneità ai fatti. Di Carlo e Torrice, rappresentanti di Sinergia srl, società di cui era dipendente Terilli che in subappalto stava effettuando alcuni interventi di manutenzione straordinaria nel reparto lastratura della ex Sevel su incarico della società Comau di Torino, ed Ottavis, della Comau, sono accusati di concorso in omicidio colposo per una serie di presunte violazioni in materia di sicurezza sul lavoro.
Per l’accusa «in cooperazione tra loro con condotte autonome ma convergenti verso il medesimo fine, contribuivano, per colpa consistita in negligenza, imprudenza ed imperizia nonché in violazione delle norme di sicurezza sul lavoro, a determinare la morte di Terilli, operaio Sinergia, deceduto in conseguenza della inidoneità degli apprestamenti di sicurezza posti in essere per il trattenimento in posizione sollevata dei bilancini sotto i quali stava lavorando per installare dei nuovi tiranti».
Terilli stava sostituendo i tiranti di un elevatore che movimenta le fiancate sinistre del Ducato. Un castelletto di traslazione si è staccato, gli è caduto addosso e lo ha schiacciato. Una tragedia che ha spezzato una giovane vita e gettato nel dolore una famiglia visto che il 28enne era sposato e padre di due bimbi di 2 e 6 anni. Un dolore che vivono purtroppo ancora troppe famiglie. L’osservatorio di sicurezza sul lavoro ha contato 16 vittime in Abruzzo nel 2022 e 5 già nel 2023 e un +30% di infortuni sul lavoro: numeri ancora troppo alti.
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