Morì nel frontale, nessun colpevole

Celenza sul Trigno. Assolta la conducente che si scontrò sulla Trignina con l’auto di un veterinario
CELENZA SUL TRIGNO. Nessun colpevole per la morte di Vincenzo Errera, veterinario di Trivento vittima nel 2011, all’età di 56 anni, di uno scontro frontale tra auto sulla Trignina, nel territorio di Celenza sul Trigno. Assolta dall’accusa di omicidio stradale la conducente dell’altro veicolo. Quel giorno di sei anni fa pioveva. Il medico era alla guida di una Ford Fiesta. La vettura si scontrò con la Nissan Micra condotta da Vasilica Buna, oggi 50enne, di Carpinone, finita in prognosi riservata con diverse fratture scomposte. La donna venne rinviata a giudizio. La perizia eseguita da Stefano Moretti, unita ai rilievi dei carabinieri, ha tuttavia escluso responsabilità evidenti della donna. In assenza di colpe palesi il giudice Italo Radoccia ha assolto l’imputata.
Il 30 aprile 2011 Errera, a bordo della sua vettura, stava tornando a casa. In direzione opposta, verso la costa, arrivava la donna su una Nissan Micra. L’impatto è avvenuto in un tratto della carreggiata in semicurva, con la linea di mezzeria che non ammette sorpassi. Nella zona stava a piovendo a dirotto. Lo scontro è stato violento e il veterinario, dipendente dell’Asrem, azienda sanitaria della Regione Molise, nel comprensorio di Montenero di Bisaccia, è morto sul colpo. Nello schianto contro la Nissan Micra, la sua auto è finita sul muretto di contenimento del terreno, al lato della carreggiata, sopra la cunetta: un salto di almeno un metro. Il mezzo si è fermato con la parte anteriore rivolta verso la carreggiata e con le ruote posteriori sulla scarpata. La Micra è rimasta al centro della carreggiata. Le perizie ordinate dalla Procura, le testimonianze e i rilievi eseguiti dai periti di parte hanno stabilito che c’è stato sicuramente un rapporto di «causalità materiale» tra l’urto della vettura di Vasilica Buna e l’auto condotta da Vincenzo Errera, ma non risulta adeguatamente provato il rapporto tra il comportamento colposo della conducente della Micra e l’evento mortale che ne è derivato. Poiché non si può attribuire con sicurezza all’imputata la responsabilità della morte del veterinario la donna, difesa dall’avvocato Carlo Moscato, è stata assolta. (p.c.)
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