Morì per un’ernia, attesa per la decisione
Caso Di Nardo: il gip del tribunale di Vasto, Fabrizio Pasquale, si è riservato una decisione al termine dell'udienza che si è tenuta ieri mattina, nel corso della quale le parti civili hanno...
Caso Di Nardo: il gip del tribunale di Vasto, Fabrizio Pasquale, si è riservato una decisione al termine dell'udienza che si è tenuta ieri mattina, nel corso della quale le parti civili hanno presentato opposizione contro la richiesta di archiviazione fatta dalla Procura per 13 medici indagati. I difensori di questi ultimi hanno insistito sulla correttezza di tutti gli operatori che hanno avuto in cura Lorenzo Di Nardo ed hanno richiesto anche loro l'archiviazione. Nelle prossime ore il giudice deciderà se accogliere o meno il ricorso presentato dagli avvocati Enrico Valentini e Pierpaolo Andreoni che rappresentano la parte civile.
Lorenzo Di Nardo, 67 anni, di Fresagrandinaria, morì dopo una operazione di ernia. Stando alle conclusioni della perizia firmata del medico legale Pietro Falco e dal collega Raffaele Visini le cure per Di Nardo furono congrue. Di Nardo morì a distanza di due giorni da una operazione di ernia eseguita al San Pio. La perizia legale fu eseguita da un pool di anatomopatologi, sei consulenti incaricati di assistere all’esame medico legale.
In base alle conclusioni della perizia di parte, dall’esame non sarebbe emerso nulla di riconducibile a una conseguenza letale.
Il perito della famiglia della vittima, Sandro Leonardi, è arrivato a conclusioni diametralmente opposte, evidenziando una sostanziale responsabilità almeno di alcuni tra gli indagati. (p.c.)
Lorenzo Di Nardo, 67 anni, di Fresagrandinaria, morì dopo una operazione di ernia. Stando alle conclusioni della perizia firmata del medico legale Pietro Falco e dal collega Raffaele Visini le cure per Di Nardo furono congrue. Di Nardo morì a distanza di due giorni da una operazione di ernia eseguita al San Pio. La perizia legale fu eseguita da un pool di anatomopatologi, sei consulenti incaricati di assistere all’esame medico legale.
In base alle conclusioni della perizia di parte, dall’esame non sarebbe emerso nulla di riconducibile a una conseguenza letale.
Il perito della famiglia della vittima, Sandro Leonardi, è arrivato a conclusioni diametralmente opposte, evidenziando una sostanziale responsabilità almeno di alcuni tra gli indagati. (p.c.)

