Mostra in tribunale 14 foto osé della moglie: parte la denuncia

3 Novembre 2019

Un 40enne accusato di “revenge porn”, ovvero diffusione illecita di immagini sessualmente esplicite Ma lui si difende: «Quegli scatti dimostrano che lei lasciava la casa sempre nel disordine più totale» 

CHIETI. Deposita in tribunale 14 foto osé della moglie per dimostrare che lei lasciava sempre la casa in disordine. Che le separazioni non siano mai semplici è un dato di fatto, ma ciò che è arrivato a fare un marito nel corso del procedimento civile ha quasi dell’assurdo: l’uomo, sulla quarantina, è stato denunciato dai carabinieri della compagnia di Chieti per il nuovo reato di «revenge porn», ovvero diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti.
Ma andiamo con ordine. Da un po’ di tempo Mario e Giulia (nomi di fantasia) non vanno più d’accordo: litigi continui e piccole ripicche quotidiane fanno sì che la coppia decida di separarsi, nonostante ci siano due figli piccoli nati dall’unione. La procedura consensuale non sembra una strada percorribile per i due: fin da subito, attraverso i rispettivi avvocati, si danno infatti battaglia a suon di accuse reciproche in sede di udienza, per addebitare l’uno all’altra le responsabilità del fallimento del matrimonio. Il punto cruciale sul quale Mario fa leva è che la moglie non si dedicava alla cura della casa, che le stanze erano sempre in disordine e che quindi lei non ottemperasse ai doveri che derivano dal matrimonio, per intenderci quelli contenuti nell’articolo 143 del codice civile che recita testualmente: «Entrambi i coniugi sono tenuti, ciascuno in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale o casalingo, a contribuire ai bisogni della famiglia». Dunque, per dimostrare il caos mantenuto in casa dalla moglie, Mario deposita in tribunale un cd contenente 14 foto in cui Giulia si ritrae in pose sessualmente esplicite – tra l’altro inviate a Mario su sua richiesta – e nelle quali si noterebbe sullo sfondo il disordine presente nell’appartamento. Ovviamente, quando l’avvocato di Giulia ha preso visione degli atti consegnati dalla controparte ha informato tempestivamente la cliente che, a sua volta, ha deciso di presentare una querela davanti ai carabinieri del maggiore Massimo Capobianco per il nuovo reato previsto dall’articolo 612 ter del codice penale, recentemente entrato in vigore, che vieta qualsiasi diffusione di immagini sessualmente esplicite senza il consenso dell’interessato. Ora sarà la procura di Chieti, alla quale Mario è stato denunciato, a decidere se il deposito davanti al giudice di quelle 14 immagini integri il reato di «revenge porn». Nel frattempo, Giulia ha chiesto la cancellazione dei file dal fascicolo.