Movida, locali chiusi alle due ma i controlli spettano ai gestori

Per le prossime due settimane chiusura anticipata per le attività del divertimento allo Scalo e sul Colle Stop all’una per tutti ma gli esercenti possono restare aperti un’ora in più se sorvegliano le zone esterne
CHIETI. Scatta da oggi e resterà in vigore per due settimane l’ordinanza comunale contro la movida violenta. Il sindaco Diego Ferrara l’ha firmata ieri, dopo essersi preso diversi giorni per cercare di limare il divieto di restare aperti oltre l’una di notte chiesto da questura e prefettura dopo che per tre settimane di seguito lo Scalo è diventato teatro di risse e aggressioni. L’ordinanza impone la chiusura all’una dei locali ma prevede deroghe che rendono agevole il poter restare aperti fino alle 2.
Partendo dall’esigenza di garantire la sicurezza nelle notti della movida, l’ordinanza permette di aggirare la chiusura anticipata dei locali trasferendo sui gestori l’onere della sicurezza. Ma solo per quanto riguarda gli spazi esterni di pertinenza dei locali e quelli interni e non per forza avvalendosi di un servizio di vigilanza esterna. Su questo punto si erano battuti diversi gestori dei locali, soprattutto di Chieti alta dove il fenomeno della movida violenta non è avvertito. I gestori, infatti, non se la sentivano di doversi accollare ulteriori oneri economici per la vigilanza proprio quando stavano ricominciando a lavorare a ritmi pre-Covid. «L’ordinanza nasce dall’esigenza di tutelare la pubblica sicurezza e incolumità, a fronte del ripetersi di episodi rissosi e di disturbo della quiete pubblica», spiegano il sindaco Ferrara e l’assessore al commercio Manuel Pantalone, «così come non possiamo che recepire positivamente l’invito a contribuire, in base alle nostre competenze, alle attività di monitoraggio e controllo del territorio, allo stesso modo ci rendiamo conto che i pubblici esercizi sono stati un comparto fra i più provati dal lockdown e hanno subito in modo incisivo gli effetti della pandemia. Recependo l’invito delle forze dell’ordine, sarà in vigore per l’intero territorio cittadino, in modo che non si creino né situazioni di svantaggio per gli esercenti in base alla posizione dei locali, né migrazioni funzionali da parte dell’utenza».
Le nuove regole non si applicano solo ai locali, ma anche a tutti quegli esercizi commerciali che lavorano nella notte e possono vendere anche alcolici. L’ordinanza prevede tre categorie: gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, che possono stare aperti dalle 5 all’una; i laboratori artigianali alimentari, come ad esempio i forni, che possono lavorare dalle 6 alle 23; alimentari e drugstore, per cui l’apertura è alle 6 e la chiusura alle 22. Le deroghe permettono però ai pubblici esercizi di restare aperti sino alle 2 qualora le attività siano in grado di garantire la sicurezza all’interno e nelle aree di pertinenza del proprio locale, aderendo a un’intesa con il Comune. Per quanto riguarda le altre due categorie: i negozi potranno restare aperti, ma non fare somministrazioni di bevande alcoliche, firmando anche loro l’intesa con il Comune.

