Movida, locali vietati per 2 anni all’aggressore in monopattino

29 Settembre 2022

Nuovi guai per il 29enne fuggito dopo il ferimento di un fattorino e bloccato dalle fiamme gialle La decisione del questore: «Non potrà più frequentare gli esercizi pubblici dell’intera provincia»

CHIETI. Per due anni, a qualsiasi ora del giorno e della notte, dovrà rimanere lontano dai locali della movida. Ma non solo: non potrà neanche andare a mangiare una pizza in un ristorante, perché nei luoghi a lui vietati ci sono tutti «gli esercizi pubblici e i locali di pubblico intrattenimento». A.D.S., il giovane di 29 anni che – due settimane fa, allo Scalo – ha ferito al petto il fattorino di un pub con un cavatappi, ed è poi fuggito in monopattino, è stato ora raggiunto dal “Daspo Willy”, chiamato così in memoria del giovane ammazzato a calci e pugni a Colleferro (Roma) il 6 settembre 2020. Il provvedimento è stato firmato dal questore Francesco De Cicco dopo l’istruttoria della Divisione polizia anticrimine, avviata a seguito delle indagini della guardia di finanza del gruppo di Chieti.
IL PROVVEDIMENTO
Il divieto è stato esteso all’intero territorio provinciale, considerando anche i precedenti del ragazzo, già arrestato e condannato per reati contro la persona e contro il patrimonio. Un episodio, in particolare, rende l’idea della sua pericolosità: nel marzo 2020 finì in manette perché, dopo una lite in casa con il padre, distrusse l’appartamento a bastonate, sfondò a calci il finestrino di una volante della polizia e aggredì un agente ferendolo a una mano e a una spalla.
L’AGGRESSIONE
Ecco come sono andati i fatti, due mercoledì fa, secondo il racconto dei testimoni. È da poco terminata la sfida di Champions League tra Juventus e Benfica: nel ristorante ci sono ancora famiglie con i bambini che, dopo aver mangiato, si accingono a pagare il conto. A un certo punto arrivano A.D.S. e un amico: chiedono da bere e iniziano a consumare al bancone. Gli animi si accendono per il più futile dei motivi. L’amico del 29enne chiede di avere le patatine in busta, ma il titolare del locale gli spiega che è possibile ordinare solo quelle fritte; subito dopo, ai due clienti vengono offerte delle noccioline. Ma quel giovane, incomprensibilmente, continua a ripetere in modo ossessivo la richiesta iniziale, intralciando il lavoro dei dipendenti del locale. Poi, comincia a lanciare noccioline e cannucce colpendo il titolare. Nel momento esatto in cui quest’ultimo gli chiede di smetterla, altrimenti sarà costretto a telefonare alle forze dell’ordine, entra in gioco A.D.S. Quando sente quella frase, il 29enne diventa una furia: passa dall’altro lato del bancone e inizia a spintonare e a inveire contro il titolare; poi, se la prende con gli altri dipendenti, ragazze comprese. Volano gli sgabelli, i taglieri di legno utilizzati per servire le pizze, oggetti di ogni tipo. A fatica, titolare e camerieri riescono ad allontanarlo. Ma, dopo qualche minuto, si ripresenta nel locale, dove l’amico è rimasto con la scusa di aver smarrito una carta di credito. Il 29enne si scaglia contro un 25enne, appena sceso dalla sua auto, di ritorno da una consegna fatta per il ristorante. Non è ben chiaro il motivo: probabilmente, A.D.S. confonde quel giovane con il ragazzo che poco prima, quando nel locale si era scatenato il putiferio, aveva telefonato alla polizia. Fatto sta che il fattorino viene preso a pugni e poi colpito con un fendente al petto: i primi testimoni parlano di un coltello, poi si scoprirà che l’arma bianca in questione è un cavatappi usato come portachiavi dall’aggressore.
LA FUGA E LA DENUNCIA
Mentre il ferito viene accompagnato da un amico al pronto soccorso (verrà dimesso con dieci giorni di prognosi), A.D.S. prova ad allontanarsi con il monopattino. Ma la Finanza lo intercetta nei pressi del campo sportivo Celdit: la sua serata finisce in caserma con una denuncia per lesioni personali aggravate dall’uso di oggetti atti ad offendere.
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