Movida molesta a Chieti Scalo, dissequestrato il bar Fuoricorso

La procura: «Nell’attività lavora personale di sicurezza per evitare che la clientela disturbi il vicinato L’impianto sonoro è tarato per non superare i limiti». Restano chiusi i locali Farmacia dei sani e Bliss
CHIETI. La procura di Chieti ha dissequestrato il Fuoricorso lounge bar dello Scalo, uno dei locali simbolo del divertimento in città, la cui attività era stata bloccata lunedì nell’ambito di un’inchiesta sulla movida molesta. Restano invece i sigilli al pub Farmacia dei sani e al bar Bliss, anch’essi chiusi dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Chieti, su ordinanza emessa dal tribunale, dopo la denuncia presentata dai residenti della zona di piazzale Marconi per disturbo alla quiete pubblica. «Il reato», ha scritto il giudice Andrea Di Berardino, «è integrato dalla prolungata diffusione di musica ad alto volume, peraltro nel corso di serate con dj organizzate senza autorizzazioni, e dal chiasso incontrollato provocato dai clienti in orario notturno».
Nel caso del Fuoricorso, ieri mattina il sostituto procuratore Giuseppe Falasca ha accolto l’istanza di revoca del sequestro preventivo presentata dagli avvocati Marco Femminella e Cesare D’Onofrio, che difendono Vittorio Fabio Dinara e Marco Nicolò, gli amministratori della società che gestisce il locale.
«I titolari», scrive il pubblico ministro, «hanno provato, allegando copia del contratto, di essersi dotati di personale di sicurezza sin dal 27 febbraio 2023, ingaggiato in epoca successiva alla misurazione dell’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente (Arta) oggetto di contestazione, proprio al fine di “dissuadere eventuali soggetti ad arrecare disturbo alla pubblica quiete con schiamazzi e rumori”».
Non solo: gli indagati hanno presentato anche la dichiarazione di un ingegnere «che ha attestato di avere, sin dall’anno 2015, apposto sull’impianto di diffusione sonora in uso al locale dei limitatori tali da non poter essere rimossi senza la violazione dei sigilli, in modo da tarare l’impianto per non superare le soglie di rumorosità previste dalla legge». Di conseguenza, secondo il pm, «la misurazione oltre la soglia di legge dell’Arta riportata nella contestazione può ragionevolmente riferirsi a un superamento occasionale».
Il sequestro, dunque, va revocato «perché, allo stato, non può più ritenersi incombente il pericolo di reiterazione del reato di disturbo al riposo delle persone attraverso l’esercizio dell’attività del Fuoricorso lounge bar».
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