Movida molesta, i locali restano chiusi

Respinto il ricorso dei gestori di Bros e Beccafico: il tribunale del Riesame conferma il sequestro delle attività dello Scalo
CHIETI. Restano chiusi i due locali più frequentati della movida di Chieti Scalo. Il tribunale del Riesame ha respinto la richiesta di dissequestro presentata dai gestori di Bros e Beccafico, Simone Vitale e Alessandro Nives, finiti sotto inchiesta con l’accusa di «disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone». Le motivazioni del provvedimento firmato dal presidente Guido Campli e dai giudici Giulia Colangeli (estensore) ed Enrico Colagreco saranno depositate nei prossimi giorni. Rimane pienamente valido, dunque, il sequestro preventivo ordinato lo scorso 28 ottobre dal giudice per le indagini preliminari Andrea Di Berardino su richiesta del sostituto procuratore Giuseppe Falasca. Gli accertamenti dei carabinieri della sezione operativa di Chieti hanno documentato in viale Benedetto Croce musica ad alto volume e schiamazzi fino alle tre del mattino a seguito delle denunce dei residenti.
LE ACCUSE
Secondo il gip, mettere i sigilli ai locali è l’unico modo per evitare che «si reiterino e aggravino gli effetti nocivi sulla salute delle persone residenti in zona». Già lo scorso luglio i militari dell’Arma avevano requisito solo gli amplificatori, «nell’ottica di un’auspicabile deterrenza esercitata dall’avvio del procedimento penale, anche al fine di verificare se, eventualmente senza musica, gli avventori sarebbero diminuiti o se i dj set fossero anticipati o eliminati». Ma i gestori dei locali hanno continuato «a molestare e a disturbare la quiete dei residenti mediante l’omessa vigilanza sulla chiassosità dei frequentatori dei locali e la riproduzione di musica in orario notturno intollerabile per il vicinato». Il pm ha depositato anche una relazione che evidenzia come, a seguito dei sigilli, non ci siano state più telefonate al 112 da parte di quei residenti che, in precedenza, si erano detti esasperati per la movida molesta.
LA VERSIONE DIFENSIVA
La difesa, invece, ha sottolineato: «Tutta l’attività di somministrazione delle bevande e di intrattenimento dei clienti è sempre stata autorizzata dal Comune di Chieti. A ciò si aggiunga che l’apertura nelle ore notturne, fino alle 2, è consentita dall’ordinanza emessa dallo stesso Comune. Al fine di rispettare le prescrizioni, i ricorrenti hanno sempre utilizzato personale di vigilanza proprio con l’obiettivo di evitare l’insorgere di qualsivoglia problema derivante dalla presenza di numerosi giovani all’esterno». E ancora: «Sarebbe una contraddizione in termini consentire a un locale pubblico di restare aperto fino alle 2 con somministrazione di bevande ed erogazione di musica e, nel contempo, pretendere che i clienti si comportino come se fossero seduti al teatro». Il difensore degli indagati, l’avvocato Vittorio Supino, presenterà ricorso in Cassazione.

