Movida molesta, sequestrati tre locali

20 Febbraio 2024

Chiusi Fuoricorso, Farmacia dei sani e Bliss. Il giudice: chiasso e musica alta mettono in pericolo la salute dei residenti

CHIETI. «Il reato di disturbo della quiete pubblica è integrato dalla prolungata diffusione di musica ad alto volume, peraltro nel corso di serate con dj organizzate senza autorizzazioni, e dal chiasso incontrollato provocato dai clienti in orario notturno». Lo scrive il giudice Andrea Di Berardino nel decreto che dispone il sequestro preventivo di tre locali simbolo della movida di Chieti Scalo: Fuoricorso lounge bar, Farmacia dei sani e Bliss. Alle 15 di ieri i carabinieri sono arrivati nella zona di piazzale Marconi e sono scattati i sigilli. Nell’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Giuseppe Falasca sono quattro gli indagati: Fabio Vittorio Dinara, 45 anni di San Giovanni Teatino, i teatini Mattia Di Biase (29) e Valerio Mancini (24) e Marco Nicolò (30) di Ripa Teatina, tutti nelle loro qualità di amministratori e legali rappresentanti delle società che gestiscono gli esercizi pubblici.
L’INCHIESTA
Le indagini dei carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Chieti sono partite dopo le denunce presentate da cittadini e residenti del condominio Agorà, che hanno costituito anche un comitato. «Le emissioni sonore rumorose», osserva il giudice, «hanno travalicato i limiti della normale tollerabilità, arrecando pregiudizio alla tranquillità pubblica, e appaiono potenzialmente idonee a disturbare la quiete e il riposo di un numero indeterminato di persone». A constatarlo sono stati sia i controlli dei carabinieri che gli accertamenti fonometrici dell’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente (Arta). C’è di più: a una delle residenti è stato diagnosticato un «disturbo da ansia generalizzata» causato dall’insonnia prolungata dovuta all’esposizione a rumori notturni provenienti dall’esterno della sua abitazione, che si trova di fronte ai tre bar.
LA NORMATIVA
Il giudice precisa come i titolari dei locali abbiano «una posizione di garanzia» cui è legato l’obbligo di impedire schiamazzi da parte degli avventori attraverso i più vari accorgimenti: dagli avvisi alla clientela all’impiego di personale dedicato, dalla somministrazione delle bevande soltanto in recipienti non da asporto (in modo che esse vengano consumate all’interno) fino al ricorso alle forze dell’ordine. Ma, nel caso specifico, queste «iniziative non risultano essere state adottate». La conseguenza è che, «in mancanza di garanzie di adeguamenti acustici e di misure preventive, deve essere impedita l’apertura dei tre locali, posti a distanza di soli cinquanta metri l’uno dall’altro e dunque ciascuno concorrente alle emissioni intollerabili, in presenza di una pericolosità concreta e attuale per la salute dei residenti».
I SIGILLI
Per l’accusa, in estrema sintesi, «le indagini hanno accertato che i tre locali, nella stessa area densamente abitata, producono rumore molesto riconducibile alla musica riprodotta a volumi improponibili e agli schiamazzi degli avventori che bivaccano fino alle prime ore del mattino al di fuori degli esercizi commerciali, senza essere minimamente controllati e contenuti dal personale eventualmente preposto». Già nel pomeriggio la notizia dei sigilli ha iniziato a diffondersi velocemente. I giovani che hanno raggiunto i locali si sono trovati davanti porte serrate e cartelli che spiegavano il perché della chiusura.
IL CONTESTO
Il sequestro di ieri rientra nei risultati ottenuti dall’Arma dei carabinieri nell’ambito di una strategia che prevede specifici servizi organizzati ogni settimana con l’obiettivo di garantire la sicurezza di chi decide di trascorrere qualche ora in compagnia, ma anche la tranquillità e il legittimo diritto al riposo dei residenti. In questo contesto si inseriscono i provvedimenti scattati nei mesi scorsi: dalle misure cautelari nei confronti dei bulli che, armati di coltelli e tirapugni, decidevano chi poteva entrare nei locali e chi andava respinto a suon di botte, fino ai precedenti sequestri dei locali di viale Benedetto Croce, passando per le casse acustiche requisite.