Movida violenta allo Scalo, quattro feriti

Finisce in ospedale anche un buttafuori teatino di 55 anni preso a calci, pugni e morsi: la polizia denuncia un giovane
CHIETI. La movida di Chieti Scalo, nella notte tra venerdì e sabato, è tornata a macchiarsi di un episodio di violenza. Quattro persone sono rimaste ferite: una di loro, un buttafuori, presa a calci, pugni e morsi, non guarirà prima di 39 giorni. In base alle prime indagini della polizia di Stato, non si è trattato di una rissa ma di un’aggressione: un 22enne teatino è stato denunciato. Gli investigatori sono comunque al lavoro per raccogliere altre testimonianze e acquisire immagini delle telecamere in grado di fare ulteriore luce sull’ennesima serata di divertimento degenerata in una zuffa. Ad accendere gli animi, come spesso è accaduto in circostanze simili, è stato quasi sicuramente l’eccesso di alcol. L’inchiesta, considerando l’entità delle lesioni riportate da uno dei feriti e il numero delle persone coinvolte, è partita d’ufficio: significa che non occorrono querele per indagare.
Secondo una ricostruzione iniziale, tre sere fa tutto è cominciato poco dopo le undici in viale Benedetto Croce, di fronte alla caserma Rebeggiani. Parliamo di una zona già teatro, nel recente passato, di gravi pestaggi che hanno avuto l’effetto di animare la discussione politica e di spingere il Comune, anche a seguito di quanto emerso nel comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, a introdurre limitazioni di orari per bar e pub. Ma torniamo a venerdì, quando un 22enne teatino si trovava all’esterno di un locale insieme alla fidanzata, che stava bevendo un cocktail. A un certo punto – forse per una discussione avuta con un altro cliente, ma in realtà il motivo non è ancora chiaro – si è reso necessario l’intervento del buttafuori, un 55enne di Chieti. Il giovane non l’avrebbe presa bene e si sarebbe scagliato con pugni e calci contro l’addetto alla sicurezza, accanendosi su di lui anche quando è finito a terra.
In rapida successione, con l’obiettivo di riportare la calma e dare supporto al collega, è arrivato un altro buttafuori: anche lui avrebbe avuto una colluttazione con il 22enne. Quest’ultimo ha poi sfogato la sua rabbia danneggiando un’automobile parcheggiata in strada, di proprietà di un dipendente di un locale estraneo alla zuffa.
Solo allora è partita la telefonata al 113: la sala operativa della questura ha inviato sul posto gli agenti dalla squadra volante, che hanno iniziato ad ascoltare i testimoni per ricostruire l’episodio. Nel frattempo, i feriti si sono fatti medicare al pronto soccorso dell’ospedale Santissima Annunziata. Ad avere la peggio è stato il buttafuori più anziano, che ha riportato la frattura di una costola, oltre che contusioni in tutto il corpo e un morso su un braccio. L’altro addetto alla sicurezza se l’è cavata con 3 giorni di prognosi. Al 22enne e alla fidanzata sono state diagnosticate lesioni giudicate guaribili, rispettivamente, in 15 e 3 giorni.
Mai come in questo caso, per definire nel dettaglio i ruoli avuti dai protagonisti della vicenda e fare chiarezza in uno scenario di accuse incrociate, potrebbero essere fondamentali i video del sistema di sorveglianza del locale.
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