Movida violenta, giovane pestato al bar

Un 25enne colpito da uno sconosciuto con una raffica di pugni al volto: finisce in ospedale con il naso e la mascella rotti
CHIETI. Stava trascorrendo il sabato sera al bar quando uno sconosciuto lo ha pestato a sangue. Una scarica di pugni in pieno volto gli ha fratturato le ossa del naso e la mascella, spedendolo all’ospedale. Il giovane ferito in via Colonnetta ha 25 anni, è di fuori regione e abita a Chieti Scalo, dove è arrivato dopo il diploma per studiare all’università: dovrà aspettare almeno un mese prima di guarire. Il grave episodio avvenuto in uno dei locali più frequentati della parte bassa della città riaccende i riflettori sulla movida violenta, un tema già più volte affrontato in prefettura durante il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Ora i poliziotti della squadra mobile, coordinati dal vice questore Miriam D’Anastasio e dal commissario Nicoletta Giuliante, indagano per identificare il responsabile dell’aggressione. In questo senso, così come per accertare il motivo alla base del pestaggio, al momento sconosciuto, potrebbero essere decisive le immagini delle telecamere della zona. Non è da escludere, come spesso è successo in circostanze simili, che ad accendere gli animi abbia contribuito anche l’eccesso di alcol.
Attualmente, la ricostruzione dei fatti è basata sulla testimonianza della vittima. Due sere fa, il giovane – di buona famiglia e incensurato – raggiunge da solo il locale dello Scalo che frequenta da qualche tempo. La serata sembra procedere come tante altre. A un certo punto il 25enne inizia a chiacchierare con alcune ragazze che non conosce. Sempre secondo il suo racconto, non accade nulla di particolare, né si verificano approcci risultati sgraditi.
Fatto sta che, tra le 22 e le 22.30, esplode la violenza. Un giovane, forse del posto, si avvicina al 25enne e, senza dire una parola, lo colpisce in faccia una, due, tre volte. L’azione è talmente fulminea che l’aggredito, preso alla sprovvista, cade a terra con il volto completamente insanguinato.
Il suo sabato sera si conclude in pronto soccorso, dove i medici gli diagnosticano edemi agli occhi e le fratture delle ossa nasali e del seno mascellare. A questo punto, dall’ospedale parte la segnalazione al 113. L’inchiesta, considerando l’entità delle ferite riportate (giudicate guaribili in trenta giorni), scatta d’ufficio: significa che non occorrono querele per indagare.
Per comprendere cosa possa aver scatenato il pestaggio, avvenuto in un orario in cui il locale era pieno, potrebbe essere fondamentale il racconto dei testimoni.
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