Mozione di Brignola in aula «Il consiglio si dimetta»

PENNADOMO. «Per il bene di Pennadomo vi invito a rassegnare le dimissioni». Francescantonio Brignola, capogruppo di minoranza, tramite una mozione rivolge ancora un appello, durante il consiglio...
PENNADOMO. «Per il bene di Pennadomo vi invito a rassegnare le dimissioni». Francescantonio Brignola, capogruppo di minoranza, tramite una mozione rivolge ancora un appello, durante il consiglio comunale, al vicesindaco e alla maggioranza. La mozione è stata condivisa dall’altro consigliere di opposizione, Nicoletta Di Florio. Il consiglio comunale di Pennadomo è stato sciolto con decreto del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Ci si sarebbe aspettato il commissariamento che avrebbe traghettato l’amministrazione fino alle prossime elezioni utili. Invece ciò non è avvenuto e, fino alle prossime votazioni, sarà il vicesindaco Stefano Pantalone, a guidare il paese.
I fatti, in breve, sono i seguenti: il consiglio comunale è stato sciolto dopo che la sentenza della Corte di Cassazione sull’ineleggibilità del primo cittadino, Antonietta Passalacqua, al terzo mandato consecutivo, è passata in giudicato. Passalacqua, sindaco uscente, fu rieletta il 25 maggio 2014, dopo aver già ricoperto la carica di sindaco per due mandati consecutivi, dei quali il primo (2004-2007) ebbe una durata, prima che fosse commissariata, superiore a due anni, sei mesi e un giorno. Per i ricorrenti c’erano tutti i presupposti dell’ineleggibilità stabiliti dall’articolo 51, comma 2, del D.L. 267/2000 che stabilisce “chi ha ricoperto per due mandati consecutivi la carica di sindaco e di presidente della Provincia non è, allo scadere del secondo mandato, immediatamente rieleggibile alle medesime cariche”. Dopo diverse sentenze si è arrivati al decreto del presidente Mattarella ma tutto è rimasto quasi tale e quale. È insorta la minoranza perché «la decadenza della Passalacqua è stata pronunciata per un fatto originariamente illegittimo e non rimovibile, la cui presenza ha inquinato la competizione elettorale, con ogni conseguenza in tema di costituzione regolare degli organi elettivi». Brignola si è rivolto recentemente anche alla prefettura senza ottenere risultati. «Siamo dal viceprefetto Antonio Dandolo, addetto ai rapporti tra prefettura ed enti locali, per avere delucidazioni su questa farraginosa situazione. Abbiamo detto che anche il vicesindaco, a rigor di logica è “illegittimo”. Il viceprefetto avrebbe dichiarato che tutto quanto esposto non è di competenza della prefettura e che avrei dovuto rivolgermi agli organi “competenti”. «V’invito», ha detto Brignola ai consiglieri di maggioranza, «a una riflessione volta al bene della nostra comunità ovviando a un disordine pubblico palpabile che potrebbe compromettere la sicurezza pubblica».
Matteo Del Nobile
©RIPRODUZIONE RISERVATA

