Mozzarelle blu, un altro caso a Lanciano

L'esperta: «Provoca danni alla salute solo alle persone debilitate». Attesa per le analisi
LANCIANO. Un altro caso di mozzarelle blu a Lanciano. Anche questa volta a fare lo sgradito ritrovamento nel frigorifero di casa è stata una signora che ieri mattina ha portato la vaschetta con i latticini e il siero colorati al commissariato di polizia. La stessa cosa era accaduta martedì, quando una donna si era presentata dai carabinieri con una confezione dallo strano contenuto.
«Sembravano normali mozzarelle e le abbiamo mangiate tutti in famiglia», ha raccontato la donna agli inquirenti. Anche questo acquisto, come il precedente, è stato fatto in un discount di Lanciano e il prodotto è stato consumato subito dopo, questa volta previa cottura. Il sapore e la compattezza dei latticini sono sembrati del tutto normali, e l'effetto "colore" è avvenuto solo dopo qualche ora.
La donna e i suoi familiari non hanno avuto nessun disturbo particolare, ma la preoccupazione per questo fenomeno sta crescendo.
Sono in corso le attività di campionamento per rintracciare quei punti vendita che potrebbero avere in distribuzione o in magazzino altri prodotti contaminati. «Per ora ci stanno ancora conferendo i campioni», spiega Vincenza Prencipe, responsabile del reparto igiene degli alimenti dell'Istituto zooprofilattico di Teramo. I primi risultati delle analisi si avranno la prossima settimana. «Per ora gli unici ad aver isolato un microrganismo alterante sono i colleghi dell'istituto di Padova», continua la Prencipe, «si tratta di un batterio denominato pseudomonas che si trova in acqua, sul suolo, sugli animali e anche sull'uomo».
Il batterio in questione è considerato innocuo ma «nel caso di soggetti a rischio e debilitati può provocare infezioni urinarie e otiti». In ogni caso l'alimento contaminato non è commestibile. Oltre ad acquistare la colorazione blu o verde, a seconda del tipo, assume anche il tipico odore rancido.
«Questo microrganismo è un indicatore di igiene, e se si dovesse confermare la sua presenza, una carica così elevata non potrebbe certo corrispondere ad una buona condizione di produzione», continua l'esperta. In attesa dei risultati il Ministero della Salute rinnova l'invito ai consumatori «a verificare l'etichetta delle mozzarelle acquistate per evitare di consumare quelle provenienti dallo stabilimento tedesco Milchwerk Jager Gmbh & Co.
«Sembravano normali mozzarelle e le abbiamo mangiate tutti in famiglia», ha raccontato la donna agli inquirenti. Anche questo acquisto, come il precedente, è stato fatto in un discount di Lanciano e il prodotto è stato consumato subito dopo, questa volta previa cottura. Il sapore e la compattezza dei latticini sono sembrati del tutto normali, e l'effetto "colore" è avvenuto solo dopo qualche ora.
La donna e i suoi familiari non hanno avuto nessun disturbo particolare, ma la preoccupazione per questo fenomeno sta crescendo.
Sono in corso le attività di campionamento per rintracciare quei punti vendita che potrebbero avere in distribuzione o in magazzino altri prodotti contaminati. «Per ora ci stanno ancora conferendo i campioni», spiega Vincenza Prencipe, responsabile del reparto igiene degli alimenti dell'Istituto zooprofilattico di Teramo. I primi risultati delle analisi si avranno la prossima settimana. «Per ora gli unici ad aver isolato un microrganismo alterante sono i colleghi dell'istituto di Padova», continua la Prencipe, «si tratta di un batterio denominato pseudomonas che si trova in acqua, sul suolo, sugli animali e anche sull'uomo».
Il batterio in questione è considerato innocuo ma «nel caso di soggetti a rischio e debilitati può provocare infezioni urinarie e otiti». In ogni caso l'alimento contaminato non è commestibile. Oltre ad acquistare la colorazione blu o verde, a seconda del tipo, assume anche il tipico odore rancido.
«Questo microrganismo è un indicatore di igiene, e se si dovesse confermare la sua presenza, una carica così elevata non potrebbe certo corrispondere ad una buona condizione di produzione», continua l'esperta. In attesa dei risultati il Ministero della Salute rinnova l'invito ai consumatori «a verificare l'etichetta delle mozzarelle acquistate per evitare di consumare quelle provenienti dallo stabilimento tedesco Milchwerk Jager Gmbh & Co.
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