Muffa e crepe sui muri Alloggio comunale a pezzi

Condizioni di vita al limite per un pensionato che occupa una casa parcheggio «Qui tutto va in malora». Verna: «Ci sono pochi soldi per la manutenzione»
LANCIANO. Il muro nero, a tratti verde, per gli scarichi dei liquami del bagno del piano superiore che si infiltrano all’interno, dove passano anche i fili elettrici. Calcinacci a terra, crepe sui muri, mattonelle saltate e odore di muffa nonostante la candeggina utilizzata per pulire. Sono le condizioni in cui è costretto a vivere da mesi Claudio R. nella casa parcheggio del Comune, in via Cavour. «Sono andato cinque volte in Comune negli ultimi tre mesi per segnalare questi problemi», dice indicando il muro sgretolato all’ingresso, «ma niente. Sono venuti a vedere la casa, anche stamattina un tecnico comunale è passato: 5 minuti e via. Intanto il muro continua ad essere zuppo, l’acqua e i liquami del bagno della casa al piano di sopra si infiltrano anche tra i fili della corrente. I calcinacci continuano a staccarsi e a cadere a terra. È invivibile». E nelle altre stanze della casa le condizioni non sono migliori. In cucina infiltrazioni, crepe e mattonelle saltate come in bagno. Anche in camera da letto ci sono spaccature. «Mi hanno detto che le crepe non sono un problema, sono di assestamento», dice l’uomo che ha problemi di salute, «certo è che non sono tranquillo anche perché dove ci sono alcune crepe le mattonelle sono saltate. Ma sono le infiltrazioni e la muffa il vero problema, anche di igiene e salubrità degli ambienti. Si parla tanto di recupero del centro storico, queste abitazioni invece vanno in malora». Per pulire Claudio usa la varechina e la usa anche davanti casa per tenere il vicolo pulito. «Conosciamo il problema e abbiamo messo in programma l’intervento in questi giorni», risponde l’assessore alle Politiche della casa Giacinto Verna, «i tecnici stanno facendo sopralluoghi anche al piano superiore per risolvere il problema. Certo è che fare le manutenzioni non è facile, ci sono costi che il Comune non riesce a coprire. Come accade per l’Ater, i soldi per le manutenzioni vengono anche dagli affitti, che sono bassi -da 16 euro al mese- perché vi abitano persone indigenti e in difficoltà e perché spesso questi soldi nemmeno rientrano tutti a causa dei morosi. Facciamo il possibile». Ad esempio, con i 3.000 euro recuperati dai morosi, lo scorso anno il Comune ha provveduto a cambiare le caldaie in alcune case e a fare lavori di manutenzione. E nel frattempo si continua con le assegnazioni di alloggi recuperati dopo controlli, razionalizzazione degli spazi spostando le famiglie piccole in alloggi meno grandi, togliendo le case a chi non ha più i requisiti per starci o le ha occupate abusivamente. «Le 116 case parcheggio», chiude Verna, «servono per andare incontro ai casi più urgenti: sono otto quelli emersi dall’ultimo bando e, di questi, sei sono stati sistemati. Grazie alla collaborazione con l’Ater abbiamo anche dato 11 alloggi popolari a chi era in graduatoria dal 2015. Per consegnare altre quattro case dobbiamo attendere, il 23 marzo, la sentenza del Tar sul ricorso presentato da un cittadino. Facciamo di tutto per evitare che le famiglie stiano senza un tetto sotto il quale vivere».
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