Multe pagate tardi: 2.500 maxi bollette Rivolta degli utenti

9 Ottobre 2014

Maggiorazioni severe per chi non salda o lo fa oltre i termini «Se sono in errore potevano chiedermi la differenza»

LANCIANO. Centinaia di cittadini sono imbufaliti per essersi visti recapitare, in questi giorni, avvisi “salati” di pagamento per le multe saldate in ritardo. Il salasso non colpisce solo chi non ha adempiuto al pagamento delle sanzioni per violazioni al codice della strada oppure lo ha fatto oltre i 60 giorni previsti dalla legge. Ma anche chi ha pagato l’importo scontato del 30%, facendolo però oltre il termine dei 5 giorni fissato dal cosiddetto “decreto del Fare”. Anche un solo giorno può essere fatale per le tasche degli automobilisti. É quello che sta succedendo a Lanciano dove l’Aipa, la società incaricata della riscossione per conto del Comune, ha notificato circa 2.500 avvisi, firmati in calce dal comandante della polizia municipale, Guglielmo Levante. L’avviso informa il malcapitato destinatario che si stanno attivando «le procedure per la riscossione coattiva della sanzione pecuniaria» cui si riferisce il verbale di accertamento citato nel documento. Queste riguardano tutte sanzioni per violazioni al codice della strada elevate nel corso del 2013. La spiegazione dell’ulteriore sanzione, una specie di multa per il ritardo, è così spiegata: «non risulta esattamente adempiuta l’obbligazione sanzionatoria». Il motivo va ricercato in alcune opzioni: «perché non risulta pervenuto alcun pagamento della somma prevista, oppure risulta effettuato il pagamento per un importo inferiore al dovuto, oppure il pagamento risulta eseguito oltre i termini di legge».

In molti casi, quelli che stanno scatenando le polemiche più roventi, l’importo pagato è inferiore al dovuto ma solo perché effettuato oltre i 5 giorni concessi dal legislatore per usufruire dello sconto. Come V.M. che ha pagato 123,50 per una sanzione di 172,10 euro, pensando di essere a posto con la coscienza, e a distanza di un anno si è visto chiedere altri 210 euro. «Se sono in errore potevano chiedermi la differenza con la multa originale, ovvero 49 euro», protesta, «ma non trattarmi come un evasore». I casi sono tanti: c’è chi per 41 euro di multa, ora ne deve pagare 48, chi ha già sborsato 128 euro e si è visto chiedere altri 135. Vigili e Aipa, però, non c’entrano: il problema è a monte, nella norma, che equipara chi paga la multa entro i termini dei 60 giorni, anche se per un importo inferiore, a chi non la paga affatto. «Abbiamo fatto una verifica sul database: di 2.500 avvisi inviati solo 30 sono errati», spiega un funzionario dell’Aipa, il cui ufficio a Lanciano in questi giorni è preso d’assalto da quanti chiedono chiarimenti, «e per questi abbiamo già predisposto delle lettere di rettifica».

Stefania Sorge

©RIPRODUZIONE RISERVATA