Multopoli, altri sei indagati oltre ai quattro vigili arrestati

22 Novembre 2014

San Salvo, sono accusati di violazione del segreto d’ufficio e metodi investigativi non autorizzati Fissata l’udienza preliminare al tribunale dell’Aquila. C’è anche un’inchiesta della Corte dei conti

SAN SALVO. “Multopoli”: il gip dell’Aquila, Guendalina Buccella, ha fissato l’udienza preliminare per i 4 vigili urbani di San Salvo coinvolti nell’inchiesta denominata: l’ex comandante Benedetto Del Sindaco, il maresciallo Carmela Felice, Angela Monaco e Dino Di Fabio. Insieme a loro quel giorno compariranno anche altri 6 indagati finiti nei guai per violazione del segreto d’ufficio o metodi investigativi non autorizzati.

L’inchiesta era scattata a luglio 2013, quando la guardia di finanza e il nucleo tributario eseguirono una serie di controlli negli uffici del comando dei vigili urbani di San Salvo per acquisire documenti e ricostruire la gestione delle multe. Sei mesi fa, a sorpresa, arrivarono i provvedimenti restrittivi nei confronti dei quattro vigili, messi agli arresti domiciliari. A giudizio della Procura di Vasto, nel corso delle indagini coordinate dai sostituti procuratori David Mancini ed Enrica Medori sarebbe emersa l’esistenza di un vincolo associativo tra gli agenti indagati per associazione a delinquere, peculato, falso, abuso d’ufficio, accesso abusivo al sistema informatizzato del Pubblico registro automobilistico, nonché reati di minaccia a pubblico ufficiale e di violenza a terzi soggetti a conoscenza dei fatti.

I giudici avrebbero accertato che il modus operandi degli accusati era quanto meno discutibile. Gli agenti, stando a quanto riportato nel capo di imputazione, “avrebbero omesso la riscossione in tutto o in parte di somme dovute all’ente per sanzioni amministrative al codice della strada; avrebbero formato atti falsi per far risultare pagati alcuni verbali mediante versamento di somme su conti correnti risultati successivamente inesistenti e, talvolta, avrebbero modificato l’importo della sanzione prevista dalla normativa per appropriarsi del surplus ovvero per fare sconti indebiti o omesso di spedire alcuni verbali permettendo così al contravventore di esimersi dal pagamento della sanzione amministrativa, con conseguente danno per le casse comunali".

Il 26 giugno si è notevolmente alleggerita la posizione di Dino Di Fabio. I suoi legali, gli avvocati Clementina De Virgilis e Alessandra Cappa hanno convinto i giudici del Riesame dell’estraneità del vigile ai fatti contestati e l’indagato è tornato in libertà . Gli altri tre sono rimasti ai domiciliari 43 giorni.Le richieste dei loro avvocati, Antonello Cerella, Augusto La Morgia, Giovanni Cerella e Fiorenzo Cieri sono state accolte l’11 luglio. I difensori rigettano le accuse e il presunto vincolo associativo. «I nostri clienti parlavano fra loro perché lavoravano nello stesso ufficio», sostengono da mesi gli avvocati.

Oltre al giudizio penale sulla vicenda è aperta un’indagine della Corte dei conti per il giudizio contabile. (p.c.)

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