Muoiono duecento negozi in un anno

26 Febbraio 2016

I dati choc sulla crisi di Confcommercio e Wwf: in città i supermercati sono saliti a 45, ecco perché spegniamo le luci

CHIETI. Duecentododici negozi al dettaglio chiusi in città nel 2015 mentre sono oltre quarantacinque le strutture commerciali di media dimensione, tra supermercati, market e discount, ammassati sul perimetro urbano. Dove sono in arrivo altre quattro medie distribuzioni di cui una, il punto vendita Eurospin di viale Abruzzo allo Scalo, già inaugurato una decina di giorni fa.

Il piccolo commercio cittadino è allo stremo delle forze e Confcommercio organizza una serrata dimostrativa, in collaborazione con il Wwf preoccupato dallo sfruttamento indiscriminato del suolo teatino, per lunedì 29 febbraio. Quando, alle 18 in punto, i negozianti spegneranno, per un’ora, le luci delle rispettive attività commerciali abbassando, in segno di protesta, le saracinesche.

«Vogliamo immaginare la città del futuro senza i piccoli negozi, ovvero una città sempre più vuota- afferma Marisa Tiberio, presidente provinciale Confcommercio Chieti- senza luci e in buona sostanza senza vita anche perché senza commercio non c’è città».

Un messaggio forte e chiaro rivolto alla politica locale invitata a cambiare subito registro per quanto concerne la pianificazione commerciale sul territorio.

«Spegneremo, simbolicamente, le luci dei nostri negozi- aggiunge Tiberio- per riaccendere una speranza a Chieti che ha bisogno impellente, per prima cosa, di un nuovo Piano urbano commerciale fermo, ormai, a vent’anni fa malgrado il mutamento sostanziale della nostra società». I NUMERI DELLA CRISI. Sono stati snocciolati con dovizia di particolari da Confcommercio che ha illustrato una serie di dati, forniti dalla Camera di commercio, riguardo allo stato di salute del piccolo commercio nel capoluogo teatino, in pratica stritolato dalla grande e media distribuzione.

«Nel 2015, nella sola città di Chieti, ci sono state 224 nuovi iscrizioni di piccoli negozi a fronte, però, di ben 436 cessazioni con un saldo negativo di 212 unità. La crisi del piccolo commercio- spiega Tiberio- è dovuta sicuramente alla crisi economica, al fatto che il piccolo commercio è meno innovativo ed ha meno strumenti dei centri commerciali ma è peggiorata anche da una concorrenza forte e schiacciante della grande distribuzione». Che a Chieti vanta una concentrazione record specie per quanto concerne la tipologia dei supermercati e mini market.

«Ci sono oltre 45 strutture commerciali di questo tipo sul nostro perimetro urbano. Per questo la domanda sorge spontanea: Chieti- chiede Tiberio- ha davvero bisogno di altri insediamenti che essi siano di piccola, media o grande distribuzione? Ci piacerebbe sapere di chi si stanno curando gli interessi».

IL WWF. Luciano Di Tizio, referente del Wwf Abruzzo, denuncia come a Chieti il “partito del cemento” continui a far danni al suolo cittadino dagli anni ’60 malgrado la città abbia perso, dal 2004 ad oggi, 4 mila residenti. Inoltre Di Tizio avverte. «Con i nuovi insediamenti commerciali si assiste ad un dissennato consumo del suolo, all’aumento del rischio idro-geologico, considerando che due strutture, in via Masci e a ridosso dell’ex San Camillo, insisteranno su pendici collinari, ed all’ulteriore ingolfamento del traffico- denuncia Di Tizio- in aree delicate della città come, ad esempio, in via Pescara».

LA SERRATA. La manifestazione di protesta promossa da Confcommercio e Wwf incassa anche il sostegno degli ambulanti che promuoveranno, con il passaggio di una macchina munita di altoparlante, la serrata di lunedì che spegnerà la città dalle 18 alle 19.

«Resteremo vigili sulla problematica- riprende Tiberio- e siamo aperti a qualsiasi iniziativa che affianchi la nostra per il bene di Chieti e del suo commercio di vicinato».