Muore a 25 anni dopo il malore nel lago

21 Agosto 2018

Tony Tiberio, studente di Atessa, si spegne in ospedale dopo due settimane di agonia: si era sentito male in acqua

ATESSA. La sua vita per tredici giorni è stata legata al filo della speranza, alimentata dalla bravura dei medici e dalle preghiere dei suoi familiari. Ma alla fine quel filo, per Tony Tiberio, si è reciso ieri pomeriggio nell’ospedale di Lecco dove era entrato il 7 agosto scorso dopo che era stato salvato dall’annegamento nel lago di Como, al lido di Bellano (Lecco).
Era un ragazzo forte e pieno di vita, Tony, 25enne studente di Ingegneria gestionale all’università di Bergamo e che da alcuni anni lavorava per non pesare oltremisura sul bilancio familiare. Il pomeriggio di quell’infausto 7 agosto il giovane, che risiedeva a Monte Marcone di Atessa ma da qualche anno si era trasferito a Verderio da parenti (una zia lì è titolare di un ristorante), era andato al lago con gli amici.
Il ragazzo, a un certo punto del pomeriggio, si era tuffato nelle acque del lago, pare, per riprendere un pallone. Da quel tuffo, però, non era riemerso. La scena era stata notata da un vigile del fuoco, Erik Riva, che senza pensarci due volte si era buttato nelle acque del lago riuscendo a riportare Tony a riva. Il soccorritore aveva anche dato al giovane atessano i primi soccorsi prima dell’arrivo dell’autoambulanza; le operazioni di rianimazione dei sanitari avevano fatto sperare per il meglio: il venticinquenne, dopo un lungo massaggio cardiaco, si era ripreso, anche se le sue condizioni erano rimaste molto gravi tanto da essere trasportato con l’elisoccorso del 118 in codice rosso all’ospedale di Lecco.
Tony è rimasto per quasi due settimane in Rianimazione. Non rispondeva agli stimoli e giorno dopo giorno le speranze dei suoi familiari, verso i quali i medici sono stati da subito chiari, si sono assottigliate sempre di più, fino ad arrivare al tragico epilogo di ieri pomeriggio. Tony lascia il papà Nicola, la mamma Maria Rosaria e i fratelli Pietro e Alessandro, oltre ai nonni, agli zii e agli altri parenti. La camera ardente sarà allestita nel salone parrocchiale Madonna della Valle e sarà aperta domani pomeriggio; i funerali ci saranno invece venerdì, alle 16, nella chiesa di San Vincenzo Ferrer, a Monte Marcone.
Le speranze che Tony si risvegliasse sono corse anche sulla pagina Facebook dello studente con messaggi, preghiere e ricordi: la speranza era che il “guerriero” non mollasse. Pare che ad essere fatale per il venticinquenne sia stata una congestione, un malore forse determinato dalla differenza di temperatura del corpo con l’acqua fredda del lago. Gli aggiornamenti dei medici non lasciavano presagire nulla di buono. «Tony era un ragazzo splendido, compagnone, bravo, studiava e lavorava, quando tornava a Monte Marcone era un piacere vederlo, pronto ad aiutare gli altri, disponibile», dice Carmelina che ha un negozio di fronte all’abitazione dei Tiberio.
Alcuni amici nei giorni scorsi sono andati a trovare Tony all’ospedale di Lecco, per fargli sentire tutta la loro vicinanza. Ma nulla è stato utile. A Tony mancava un solo esame da superare prima della laurea, poi avrebbe dovuto decidere del suo futuro, se tornare in Abruzzo o rimanere al nord. Aveva ancora tanta vita davanti Tony, prima che un tuffo nel lago non interrompesse vita e progetti.
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