Muore a 25 anni dopo lo schianto in auto

8 Ottobre 2021

Francesko Metushi faceva il bracciante a Canosa Sannita: si è arreso in ospedale a distanza di 18 ore dall’incidente

TOLLO . Era arrivato in Italia per costruirsi un futuro solido e ci stava riuscendo Francesko Metushi, 25 anni, giovane di origini albanesi che ha perso la vita dopo un incidente stradale. È morto a distanza di 18 ore dallo schianto in auto avvenuto in contrada Santa Lucia, a Tollo. Il giovane mercoledì sera stava percorrendo la provinciale in direzione Canosa Sannita, il paese in cui risiedeva in via Valli e dove lavorava regolarmente come bracciante agricolo, quando per cause ancora in corso di accertamento è finito fuori strada.
Il decesso è avvenuto ieri pomeriggio intorno alle 17, all’ospedale di Pescara, dove era arrivato in condizioni disperate ed era stato ricoverato in rianimazione a causa delle importanti ferite riportate nell’incidente. La tragedia si è verificata lungo il tratto di collegamento tra Tollo e Canosa Sannita. Il giovane, a bordo di una Fiat Panda, ha perso il controllo della vettura in un punto in semicurva finendo fuori strada. È andato prima a sbattere contro una colonnina del gas e poi contro una grossa quercia. Non sono rimasti coinvolti altri mezzi ma l’impatto tra l’auto e la pianta è stato violento, tanto che il conducente è stato sbalzato fuori dalla vettura finendo sull’asfalto.
I soccorsi sono stati immediati: sul posto sono intervenuti un’ambulanza del 118 di Ortona, i carabinieri ed i vigili del fuoco del distaccamento di Ortona. Le condizioni del ragazzo sono apparse sin da subito critiche agli occhi dei medici: familiari e conoscenti hanno sperato per diciotto ore che il 25enne potesse uscire dal coma, ma ieri pomeriggio Francesko si è arreso. Ora i carabinieri della compagnia di Ortona e della stazione di Tollo sono al lavoro per la ricostruzione dell’incidente. La salma, invece, su disposizione del pm Marika Ponziani è stata riconsegnata ai familiari. Un dolore indescrivibile per papà Festim e mamma Vera, che vivono a Fier, in Albania, insieme agli altri due figli. La vittima, infatti, lascia anche una sorella ed un fratello, entrambi più piccoli di lui. Qui in Italia, invece, poteva contare sull’appoggio di uno zio.
«Era un bravo ragazzo, grande lavoratore», lo ricorda il rappresentante della comunità straniera di Tollo, Adriatik Ziu, che conosceva bene la vittima. «Viene da una famiglia umile, era sempre disponibile». La notizia della morte del giovane ha iniziato a diffondersi nel centro canosino nel tardo pomeriggio di ieri: «Siamo dispiaciuti di quanto accaduto», commenta il sindaco Lorenzo Di Sario. «Perdiamo un giovane che era stato accolto bene e che si era perfettamente ambientato nel nostro paese».
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