Muore d’infarto dopo la lite con la vicina

Antonio D’Elia, 73 anni, accusato ingiustamente dalla donna di averle danneggiato l’auto. La famiglia: si è sentito aggredito
CHIETI. È morto per un malore dopo una discussione con una vicina di casa. Antonio D’Elia, 73 anni, è stato stroncato da un infarto: poco prima, la donna lo aveva accusato di averle danneggiato l’auto. Ma lui, in realtà, come poi accertato dalla polizia, non c’entrava nulla. La tragedia si è consumata ieri mattina in una piccola traversa di via del Tricalle, nota in città con il nome di “discesa del gas”. Quando sul posto era già intervenuta una pattuglia della squadra volante, l’anziano si è accasciato all’interno dell’auto, mentre stava prendendo alcuni documenti, e non si è più ripreso. Il sostituto procuratore Lucia Anna Campo ha già riconsegnato il corpo alla famiglia per l’ultimo saluto: il decesso è avvenuto a seguito di un diverbio piuttosto acceso, ma non si è andati oltre le parole, ecco perché non sono state ravvisate ipotesi di reato. «Antonio è stato aggredito verbalmente e non ha reagito in alcun modo alle accuse che gli erano state ingiustamente rivolte», dice la famiglia, «si è sentito intimorito. Era un cittadino modello, rispettoso di tutti».
Tutto comincia intorno alle 10.30. D’Elia rientra nel garage con la sua Fiat Punto grigia e, subito dopo, torna a casa, a poche decine di metri di distanza. Una donna di 56 anni che vive lì vicino, e che ha ritrovato la sua Toyota Aygo con alcune ammaccature nella parte anteriore sinistra, ritiene che l’uomo sia il responsabile di quel danno, forse a seguito di un piccolo incidente. La donna, dunque, va a cercare D’Elia a casa e nasce la discussione. A questo punto, il 73enne esce dalla sua abitazione, torna al garage e tira fuori la macchina per provare che la vistosa ammaccatura presente sul portellone del bagagliaio della Punto non c’entra nulla, ma è l’effetto di un tamponamento che ha subito due giorni prima, come facilmente dimostrabile con la documentazione già consegnata all’assicurazione e da alcune foto scattate al momento dell’incidente. La donna decide di chiamare il 113 per dirimere la questione. Gli agenti, coordinati dal vice questore aggiunto Antonello Fratamico, arrivano sul posto e accertano che, in sostanza, non può esservi stato alcuno scontro tra le due autovetture: i danni non sono assolutamente compatibili. La storia sembra finire qui. E invece, quando D’Elia entra nell’abitacolo, accusa un improvviso malore: la moglie gli presta le prime cure e i presenti mettono immediatamente in moto la macchina dei soccorsi. Anche gli operatori del 118 tentano di rianimarlo, ma non c’è niente da fare. Domani, nella casa di D’Elia al civico 48 di via del Tricalle, ci sarà l’ultimo saluto secondo il rito della Chiesa cristiana universale della nuova Gerusalemme. Antonio lascia la moglie Fiorella Salvatore, i figli Gabriella, Giuseppe e Antonella e le sorelle Adele e Annarita.

