Muore davanti al figlioletto

Padre schiacciato dal trattore, il suo bimbo di 10 anni salvo per miracolo
Dieci marzo 2017, il giorno che rimarrà impresso per sempre nella sua mente di bambino, il giorno in cui ha visto suo padre morire. La tragedia si è consumata ieri, verso le 13.30, dopo la rotatoria all’uscita di Gessopalena. Il bambino, 10 anni, era sul trattore guidato dal suo papà, Adriano D’Alanno, di Taranta Peligna, autotrasportatore. Il mezzo trainava un rimorchio carico di letame, ma improvvisamente ha rotto un parapetto in ferro ed è precipitato da un’altezza di tre metri, finendo in un giardino privato. L’uomo è morto sul colpo, il bambino è rimasto ferito. Non ha perso conoscenza, ed è stato trasportato con l’elisoccorso all’ospedale di Pescara dove i medici parlano di una prognosi di 30 giorni. A eseguire i rilievi i carabinieri di Palena stazione, che fa parte della compagnia di Lanciano. Sul posto i anche i vigili del fuoco di Casoli e il 118. L’allarme è stato dato da una donna che avrebbe assistito all’incidente. La sua testimonianza sarà importante per ricostruire la dinamica dell’incidente. Si è conclusa tragicamente, dunque, la giornata in campagna che Adriano aveva deciso di trascorrere con suo figlio. Ieri il bambino era a Taranta invece che con la madre, che vive in un paese della costa. Insieme al papà era andato a Palena a fare un carico di letame necessario per concimare in modo naturale i campi; i genitori di Adriano si dedicano, seppur anziani, a piccoli lavori nei campi. Dopo Palena padre e figlio sono arrivati a Lettopalena; Taranta dista pochi chilometri. Appena usciti dal paese, hanno percorso la piccola rotatoria che separa le vie Cavour, Maiella e Mazzini. È proprio all’inizio strada che il mezzo agricolo è sbandato, e Adriano D’Alanno non è stato più in grado di controllarlo. A nulla è valsa la flebile resistenza di una ringhiera in ferro: il salto nel vuoto è stato inevitabile. Dalla strada la scena è stata angosciosa: il trattore piegato su se stesso e rovesciato, il corpo di un uomo riverso senza vita, un bambino, poco distante, che piangeva. «Adriano» dice Filippo De Marco ,vice sindaco di Taranta «era un ragazzo che viveva per gli amici, brava persona. Non penso che abbia mai litigato con alcuno». La morte del giovane ha gettato nella costernazione, oltre che Taranta anche Lettopalena. «La famiglia D’Alanno ha dei parenti da noi e molti conoscevano Adriano» afferma il sindaco di Lettopalena, Carolina De Vitis. «Oltre a ciò le due comunità sono unite perché ci separano appena cinque chilometri e i ragazzi frequentano le stesse comitive».
Il sindaco di Taranta, Marcello Di Martino annunzia un’iniziativa per il giorno del funerale: «Abbiamo deciso di indire lutto cittadino perché questo lutto rientra come morte sul lavoro. Noi siamo particolarmente sensibili a questi temi, tanto che da alcuni anni abbiamo istituito il giornalistico giornalistico nazionale Pietro Di Donato, in tema di sicurezza in ambiente di lavoro. Staremo vicini alla famiglia di Adriano che è stato così duramente colpita». Ieri pomeriggio la salma è stata trasferita nella camera mortuaria dell’ospedale di lanciano in attesa dell’autopsia. Adriano, che ha anche una bambina di pochi anni, avuta da un’altra relazione, lascia il papà Antonio, la mamma Gina e un fratello, Dino.
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