Muore dopo il ricovero, due indagati

Il 78enne, assistito in una residenza per anziani, è giunto in ospedale deperito e disidratato. I familiari vogliono chiarezza
CHIETI. Ricoverato in ospedale «in un grave stato di deperimento fisico e disidratazione», muore due giorni dopo. Il sostituto procuratore Marika Ponziani ha aperto un’inchiesta sul decesso di un teatino di 78 anni, giunto al policlinico da una residenza per anziani di Chieti in cui viveva da quasi quattro mesi. In due sono indagati per omicidio colposo: si tratta della presidente del consiglio di amministrazione della cooperativa che gestisce la struttura socio-assistenziale e un medico che ha seguito il paziente durante la permanenza nel centro per la terza età. Gli accertamenti della procura sono scattati dopo che i tre figli dell’uomo hanno presentato un esposto per verificare se ci siano state omissioni o negligenze da parte di coloro che dovevano assistere il pensionato, affetto da Alzheimer. Decisiva, per individuare eventuali responsabilità, sarà l’autopsia affidata al medico legale Cristian D’Ovidio. I familiari potranno nominare un consulente di parte.
Secondo quanto sostenuto nell’esposto, al momento dell’arrivo nella residenza per anziani le condizioni fisiche del 78enne erano buone, come constatato in prima persona dai parenti anche nelle settimane successive. A partire da marzo, però, ogni visita è stata vietata a causa del rischio di contagio da coronavirus. Sino a fine maggio lo stato di salute del pensionato non è apparso preoccupante, almeno così sostengono i figli alla luce delle fotografie e dei video inviati dal personale della casa di riposo. La situazione è precipitata lo scorso 16 giugno quando, sempre in base alla denuncia, la responsabile della struttura ha contattato uno dei figli del paziente facendo presente la necessità di trasferirlo perché il suo comportamento non era più adeguato per la struttura teatina. Al tempo stesso nessuno, all’interno della residenza, ha ritenuto di dover chiedere il ricovero. Solo il 18 giugno la famiglia sarebbe venuta a conoscenza del reale quadro clinico dell’anziano, a seguito di una visita effettuata da un medico dell’Unità di valutazione multidimensionale della Asl che ha certificato la necessità di trasportarlo d’urgenza in ospedale. I familiari hanno specificato come, al momento del ricovero al policlinico Santissima Annunziata, i medici avessero riscontrato una condizione di grave deperimento fisico, disidratazione ed eccessiva sedazione. Nel giro di poche ore, il quadro clinico è peggiorato fino alla morte.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

