Muore due anni dopo un terribile incidente
Travolta a 21 anni sull’autostrada mentre va dalla sorella a Ortona. Procura e polizia ora indagano
CHIETI. Natalia non ce l’ha fatta. E’ morta due anni dopo un terribile incidente che l’aveva ridotta a un essere vegetale. Questa mattina la squadra mobile acquisirà la cartelle clinica a Villa Pini. Già ieri mattina, la procura di Chieti ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo dove per ora c’è un solo indagato: un camionista di Matera. Natalia C. aveva solo 21 anni. Lascia una bimba di due anni che non sa chi è suo padre. La tragedia comincia su un tratto d’A14 il 30 settembre del 2013. La ragazza madre aveva partorito da appena cinque giorni. Insieme a quello che doveva essere il papà della bimba, scendeva in auto da Rimini in Abruzzo, mentre la sua bimba era ancora ricoverata in ospedale. Natalia, di origini slovacche, voleva raggiungere la sorella che vive a Ortona. Ma l’uomo alla guida perde il controllo dell’auto che va in testacoda. Lui esce al volo dall’abitacolo e si salva. La donna invece rimane dentro mentre sopraggiunge un Tir che travolge l’auto e la trascina per decine di metri. Da quel terribile scontro la vita di Natalia esce segnata per sempre. La giovane donna riporta fratture in tutto il corpo e soprattutto alla testa. Rimane ricoverata per mesi prima in ospedale e poi in un centro di riabilitazione di Imola. Ma la sorella che vive a Ortona riesce a farla trasferire al policlinico di Chieti e quindi nella clinica Villa Pini di Torrevecchia Teatina. Nel frattempo la procura di Rimini apre un fascicolo e porta avanti un’inchiesta per lesioni colpose gravi mentre il papà della piccola, secondo le indagini della polizia, fa perdere le proprie tracce. Tocca alla sorella di Natalia la tutela della bimba che va vivere con la zia a Ortona. Il 6 luglio scorso però il cuore della sua mamma smette di battere. Natalia muore senza rivedere la sua bambina. La giovane e sfortunata mamma si arrende dopo un calvario durato due anni e senza alcuna speranza di tornare a vivere come prima. Dalla procura parte subito una rogatoria e l’inchiesta diventa per omicidio colposo che però non ridarà la vita a Natalia.

