Muore in casa a 31 anni, scatta l’inchiesta

La Procura dispone l’autopsia sul giovane scoperto senza vita ieri mattina dalla mamma
LANCIANO . Due giorni prima era stato dimesso dall’ospedale, ieri mattina la madre lo ha trovato privo di vita nella sua abitazione. A stroncare Mauro Renato Cupido, 31 anni, potrebbe essere stato un malore. Ma sarà l’autopsia, disposta dalla Procura di Lanciano, a chiarire le cause del decesso, sul quale indaga la polizia di Lanciano.
Il giovane era stato ricoverato al Renzetti a causa di una patologia di cui soffriva. Sabato sera era stato dimesso. La madre era andata a prenderlo in ospedale per portarlo a casa, gli aveva fatto la spesa e poi era tornata nella propria abitazione. Domenica i due non si sono sentiti. Ieri mattina la donna è andato a trovarlo. Intorno alle 11 è entrata nell’abitazione del figlio, una casa-parcheggio tra i vicoli di Santa Maria Maggiore, e lo ha trovato esanime. Sconvolta, la donna ha subito allertato i soccorsi. Sul posto è arrivata un’ambulanza del 118, ma gli operatori hanno potuto solo constatarne il decesso. Immediata è scattata anche la segnalazione al commissariato, diretto dal vice questore Lucia D’Agostino. Sul posto è arrivata la volante e anche gli agenti della Scientifica per i rilievi. Il corpo non presentava segni di violenza. L’ipotesi più probabile, secondo gli investigatori, è quella della morte naturale.
Il 31enne aveva problemi di salute che lo avevano portato anche al ricovero in ospedale, da dove era stato dimesso appena due giorni prima. Vista la giovane età, tuttavia, il sostituto procuratore Serena Rossi ha preferito disporre l’autopsia sul corpo del giovane. La salma è stata quindi trasferita all’obitorio dell’ospedale Santissima Annunziata di Chieti, dove domani sarà eseguito l’esame autoptico. L’incarico è stato affidato all’anatomopatologo e medico legale Domenico Angelucci.
In passato Mauro Renato Cupido ha avuto problemi di tossicodipendenza e più volte con la giustizia. In più occasioni, e fin da giovanissimo, era stato ritenuto responsabile di furti, rapine e scippi, che lo avevano portato in carcere e nelle aule di tribunale.

