Muore in casa, scatta l’inchiesta

23 Gennaio 2024

Il 62enne era stato dimesso dall’ospedale sei giorni prima: disposta l’autopsia

CHIETI. La procura della Repubblica di Chieti ha aperto un’inchiesta sulla morte di un uomo di 62 anni, spirato nella sua casa di San Giovanni Teatino. Le indagini sono partite dopo la denuncia presentata alla polizia dalla sorella dell’uomo, affetto da alcune patologie. La donna chiede di fare chiarezza sulla catena dei soccorsi e su eventuali responsabilità di chi ha avuto in cura il congiunto, dimesso dall’ospedale Santissima Annunziata di Chieti sei giorni prima del decesso.
L’apertura di un fascicolo, con l’ipotesi di reato di omicidio colposo a carico di ignoti, è dunque un atto dovuto in presenza di un esame tecnico irripetibile come quello dell’autopsia. Il sostituto procuratore Lucia Anna Campo affiderà l’incarico al professor Cristian D’Ovidio, docente di Medicina legale dell’università d’Annunzio. Al momento non sono emerse responsabilità mediche e non è assolutamente detto che ce ne siano.
La morte risale a giovedì scorso. È stata la sorella del sessantaduenne ad allertare i soccorsi: sul posto sono arrivati con l’ambulanza gli operatori del 118, ma ogni tentativo di rianimare il paziente, che da tempo aveva problemi di salute ed era stato dichiarato invalido da più di trent’anni, sono andati a vuoto. Il decesso è avvenuto per cause naturali. Nell’appartamento di via Pontemarino sono giunti i poliziotti della squadra volante di Chieti, ai quali è stata presentata la denuncia.
Il medico legale analizzerà anche la cartella clinica, ovvero l’insieme dei documenti che raccolgono le informazioni sul percorso diagnostico-terapeutico seguito dal paziente durante il ricovero al policlinico. (g.let.)
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