Muore mentre visita le Grotte del Cavallone

15 Luglio 2016

Lama, 72enne di Gessopalena stroncato da un malore. La salma riportata a valle con l’elicottero

TARANTA PELIGNA. È morto per un malore improvviso, a pochi metri dall’antro delle Grotte del Cavallone, Pietro Di Tommaso, 72 anni, nato a Gessopalena e residente a Tronzano Vercellese. Inutili sono stati i soccorsi e i medici arrivati con l’elisoccorso dall’Aquila, hanno cercato di rianimare il turista, per il quale, comunque non c’è stato nulla da fare.

È finita così in tragedia una giornata iniziata con l’intento di visitare le incantevoli “Grotte”, note anche come “della Figlia di Iorio”, di dannunziana memoria, che ogni anno richiamano migliaia di turisti. Di Tommaso ieri mattina era arrivato con la moglie e il figlio alla partenza della funivia: biglietti, uno sguardo all’incantevole panorama, partenza e salita lungo il vallone. Alla stazione di arrivo, la famiglia ha iniziato la salita dei gradini che separano dall’ingresso in grotta.

«Stavano per entrare quando l’uomo si è accasciato» racconta Andrea Di Fabrizio, sindaco di Lama dei Peligni (comune che con Taranta Peligna si divide territorialmente le grotte), subito accorso appena saputa la notizia, «gli operatori delle grotte hanno chiamato l’elisoccorso che è stato celere e professionale; peccato che non ci sia stato nulla da fare. Dispiace vedere come un luogo di svago a volte possa trasformarsi in così tanta tristezza». L’elisoccorso ha fatto scendere gli operatori sanitari con il verricello; questi si sono adoperati nei canonici procedimenti rianimatori che però sono stati infruttuosi. Accertatane la morte, Pietro Di Tommaso è stato assicurato su una barella che, sollevata con il verricello dell’elicottero, è stata trasportata a valle, alla stazione di partenza; qui, ad attendere la salma, c’era un’autoambulanza del 118. Madre e figlio hanno intrapreso la discesa, affranti dal dolore, con la funivia; i loro occhi che durante la salita si beavano di così maestosa e incontaminata natura, ora erano spenti, carichi di lacrime. In segno di rispetto, durante tutte le operazioni di soccorso, la funivia è rimasta chiusa non permettendo quindi l’arrivo in quota di altri turisti. Matteo Del Nobile

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