Muore prima del certificato di agibilità

3 Giugno 2014

Il caso: da anni attende il via libera dal Comune e ricorre al difensore civico. Ma è troppo tardi

CHIETI. Da due anni non riesce ad ottenere il certificato di agibilità di un immobile oggetto di condono edilizio, dall'Ufficio tecnico del Comune di Chieti. Ritenendo di aver presentato ogni certificazione nei modi e nei tempi giusti, scrive al Difensore civico della Regione per avere contezza delle ragioni per cui il certificato non viene ancora rilasciato e soprattutto affidarsi ad un interlocutore autorevole in grado dunque di interloquire con la pubblica amministrazione. Ma anche qui un buco all'acqua. All'estenuante rapporto avuto con gli uffici del comune di Chieti, si ritrova a sommare l'amara risposta del difensore civico che gli comunica di non aver ragioni di confutare le motivazioni addotte dal Comune (per non poter rilasciare la certificazione) "in considerazione della fede privilegiata connessa per legge alle dichiarazioni dell'Ente".

«Se questo è un assunto», afferma l'interessato, «la figura del difensore civico a che cosa serve? Verso chi si deve attivare se non verso le pubbliche amministrazioni. Per un contenzioso con un privato il cittadino deve seguire vie legali. Il Difensore Civico - per sua stessa definizione - dovrebbe essere un formidabile alleato dell'inerme cittadino che si scontra contro l'arroganza (ma anche l'ignoranza) che spesso regna negli uffici pubblici. O no?». L'attore di questa trama è un tecnico, il geometra Gaetano Villani di Manoppello che vorrebbe vedere conclusa una pratica di sanatoria edilizia ritenendo di aver prodotto tutte le certificazioni previste dalle normative.

Una sanatoria attinente la variazione di destinazione d'uso di locali sottotetto da ripostigli a vani abitabili, con solo adeguamento di impianti, senza l'esecuzione di lavori strutturali.

«E' richiesto comunque un certificato di idoneità statica dell'intero fabbricato», spiega il tecnico, «che è stato regolarmente prodotto. In più sull'edificio esiste un precedente certificato di idoneità prodotto da altro tecnico e da allora non sono stati realizzati lavori strutturali. Perché allora l'ufficio comunale mi chiede un aggiornamento del certificato da me prodotto? Non c'è normativa che prevede questa procedura», sostiene Villani, «e per averne conto avevo interpellato il difensore civico. Ma tant'è. Mi preme anche dire che il proprietario ha aspettato invano il certificato che ora non potrà vedere, perché nel frattempo è deceduto. Non potendo contare sulla possibilità di rimodulare le coscienze degli operatori della pubblica amministrazione, spero solo che presto si possa assistere ad una riforma sostanziale del funzionamento dei pubblici uffici intesi veramente come servizio al cittadino».

Walter Teti