Muore Tatozzi, principe del foro

1 Aprile 2023

Aveva 79 anni e per 17 è stato presidente dell’Ordine. Il figlio Goffredo: «Esempio di vita»

CHIETI. Per gli avvocati del foro di Chieti Camillo Tatozzi è stato un padre professionale e una figura carismatica, esempio di etica, integrità e profonda preparazione giuridica. L’insegnamento che ha lasciato a generazioni di allievi è racchiuso nelle parole ricordate dal presidente della Camera penale teatina Italo Colaneri: «In udienza, davanti al magistrato, sempre a schiena dritta». Per i figli Goffredo e Luigia, entrambi avvocati sulle orme del papà, che oggi lo piangono insieme alla moglie Maria Pia De Toma, è stato «un genitore sempre presente, molto duro e rigido nella formazione, ma al tempo stesso premuroso e amorevole, che non ci ha mai fatto mancare nulla».
Lo storico principe del foro Camillo Tatozzi è morto ieri a 79 anni, poco prima di pranzo, nella sua casa di Francavilla al mare. Fondatore negli anni Settanta del famoso studio legale francavillese che porta il suo nome, è stato per 17 anni presidente dell’Ordine di Chieti dal 1992 al 2009, carica oggi ricoperta dal figlio Goffredo, e da 22 anni alla guida dell’Automobile club Chieti, oltre che membro del consiglio generale nazionale e giudice tributario dal 1974. Originario di Capestrano, in provincia dell’Aquila, ha supervisionato le attività dello studio fino a pochi mesi prima di morire. Professionista stimato e autorevole, ha saputo incarnare il ruolo dell’avvocato inteso nel più alto senso di spirito di servizio.
«Mi ha trasmesso l’amore e il rispetto per la professione», racconta il figlio Goffredo, «è stato un maestro e un esempio di vita, un punto di riferimento costante anche nella mia attività istituzionale. Ha fatto della lealtà, del coraggio e della professionalità uno stile di vita. Ci confrontavamo spesso sia nell’ambito della gestione professionale sia per le attività istituzionali, sapeva dare sempre il consiglio giusto: era un gentiluomo, un galantuomo, oltre che un eccellente professionista». «A me e a mia sorella», prosegue nel racconto il penalista, «parlava continuamente di rispetto nei confronti dei colleghi e del ruolo stesso dell’avvocato, immagine di equilibrio, signorilità e professionalità. Ci diceva che abbiamo il dovere di tutelare i diritti costituzionalmente garantiti senza abbassare la testa o subire soprusi né dalla magistratura né da clienti e colleghi. E questa credo sia l’essenza stessa dell’avvocatura».
Con i colleghi della sua generazione - come non menzionare i compianti avvocati Carlo de Virgiliis e Marcello Russo - Camillo Tatozzi condivideva lo spiccato senso dell’humour e quella leggerezza, tipica degli animi sensibili, che lo portava ad affrontare le turbolenze della vita senza pesi sul cuore, ma sempre con un sorriso sornione sulle labbra. Nella sua lunga carriera (si è laureato in Giurisprudenza all’università di Ferrara nel 1967 ed è iscritto all’Ordine degli avvocati di Chieti dal 1970, dopo una collaborazione in uno studio legale di primo piano) figurano processi di notevole rilevanza anche in Cassazione e dinanzi ai principali tribunali italiani. Come lo scandalo regionale Trafor, nel pieno della Tangentopoli abruzzese, incentrato sui fondi per la formazione professionale impiegati per presunti corsi fantasma, oppure il processo sui fondi regionali Pop in cui difese Domenico Tenaglia (Dc) o ancora l’omicidio Mammoli in Corte d’Assise con l’avvocato Vittorio Supino. Nel suo lungo curriculum si annoverano anche la nomina a vice pretore onorario della pretura di Guardiagrele, la presidenza del Cofa (Consigli degli ordini forensi d’Abruzzo), il ruolo da commissario del Cnf (Consiglio nazionale forense) con compiti ispettivi nella commissione per gli esami di avvocato, la presidenza del nucleo di valutazione dei dirigenti del consiglio regionale d’Abruzzo. Iscritto al Lions club teatino dal 1977 è commendatore dell’Ordine del Santo Sepolcro di Gerusalemme.
L’ultimo saluto a Camillo Tatozzi ci sarà domani alle ore 15,30 nella chiesa di Santa Maria Maggiore di Francavilla.
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