Mura antiche non protette nel giardino dell’asilo

Coperti da erbacce e rifiuti pericolosi per gli alunni della scuola Maria Vittoria Pupillo: «La Provincia ha inviato due progetti, ma l’ufficio ricostruzione tace»
LANCIANO. Sono lì, nel cortile della scuola dell’infanzia, abbandonate da due anni e coperte di erbacce, rifiuti e spesso della recinzione che anziché proteggerle ormai vi cade sopra. Sono un pericolo per i bambini dell’asilo Maria Vittoria che, giocando in giardino, potrebbero addirittura finirci dentro. Sono un freno alla costruzione, per l’istituto De Titta, di una scala antincendio esterna. Ma sono anche una grande scoperta archeologica le mura aragonesi rinvenute due anni fa sotto pochi centimetri di asfalto, nel giardino dell’asilo Maria Vittoria. Dichiarate dalla Soprintendenza di grande interesse storico, le mura sono parte di quel collegamento tra il Torrione Aragonese e le Torri Montanare che da anni si ipotizzava esistesse. Ma sono dimenticate. E così abbandonate sono anche un pericolo per i bambini che frequentano l’asilo.
In questi due anni le mamme dei piccoli alunni hanno più volte protestato in Comune perché si rendesse sicuro il giardino. I bimbi, infatti, per curiosità o giocando,potrebbero cadere dentro gli scavi visto che la recinzione è aperta in più punti. Dal lato della scuola all’aperto la recinzione addirittura manca. Non solo, le mura sono state rinvenute durante i sondaggi per realizzare l’ampliamento del De Titta e la scala antincendio, lavori osteggiati dalle associazioni cittadine e bloccati per via della scoperta. Ma così la scuola è ancora priva di un’uscita di sicurezza.
Perché questo stallo? Perché tanto disinteresse per le mura storiche da parte di una amministrazione che ha proposto Lanciano quale Capitale della cultura 2020? La “colpa” secondo Mario Pupillo, presidente della Provincia che risponde per le scuole superiori e del progetto del De Titta, è dell’ufficio ricostruzione dell’Aquila, che aveva concesso i fondi alla Provincia per la ricostruzione della scuola De Titta danneggiata dal sisma. Poi il Comune chiese di spostare per la messa in sicurezza dell’istituto esistente. Ma con la scoperta delle mura tutto si è bloccato. «Noi abbiamo inviato», dice Pupillo, «seppure in ritardo, i progetti per poter realizzare la scala antincendio che, per motivi di sicurezza, deve sorgere accanto al De Titta e non deve essere impattante, e per salvaguardare le mura e la scuola. Un progetto prevede di inserire i reperti nell’istituto, rendendoli visibili ad esempio con un porticato dove sotto ci siano le mura e sopra alcune aule. L’altro progetto prevede la realizzazione di un parco archeologico, con le mura in vista e senza scuola all’aperto. Ma attendiamo da mesi la risposta dell’ufficio regionale». Sono passati già due anni, le mura sono dimenticate e abbandonate, il giardino dell’asilo non è sicuro per i bambini e il De Titta è senza scala antincendio.
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