Mura antiche sotto la scuola Attesi i pareri dei tecnici

LANCIANO. Sono due i pareri che il presidente della Provincia Mario Pupillo attende nei prossimi giorni per decidere cosa fare del progetto di ampliamento del De Titta, alla luce della scoperta di...
LANCIANO. Sono due i pareri che il presidente della Provincia Mario Pupillo attende nei prossimi giorni per decidere cosa fare del progetto di ampliamento del De Titta, alla luce della scoperta di una parte delle mura aragonesi nel giardino dell’asilo Maria Vittoria, tra l’istituto superiore e il Torrione. Una scoperta annunciata da molte associazioni cittadine, che si erano schierate contro il progetto e che deve essere valutata. «Sarà l’archeologo Andrea Staffa, ispettore della Soprintendenza d’Abruzzo, a valutare i reperti nei prossimi giorni», dice Pupillo, «e a dire con certezza se si tratta delle mura aragonesi del XV secolo, ma soprattutto se sono di un valore tale da dover continuare gli scavi per capire fino a dove possono arrivare, oppure no. Per capire se il progetto di ampliamento della scuola e l’abbattimento della scuola all’aperto si dovranno fare o meno. Se l’area, vista l’importanza dei reperti, dovrà essere trasformata in un parco archeologico oppure se, modificando i progetti, potrà essere resa visibile dentro la scuola. Insomma, bisogna attendere».
Altra valutazione attesa è quella relativa all’indice di sismicità dell’ex scuola all’aperto. «L’indice sismico», spiega il presidente della Provincia, «ci dirà se abbatterla perché a rischio crollo o meno». Due responsi importanti anche se dalla valutazione di Staffa dipende gran parte del progetto, avversato da molti e difeso dall’amministrazione comunale. «I ritrovamenti non sono frutto di un’estemporanea iniziativa di un benefattore, ma di un atto provinciale e amministrativo che ha portato avanti un intervento previsto sull’area», sostiene Leo Marongiu, consigliere e segretario del Pd, «grazie anche alla sensibilità e ai documenti mostrati da alcune associazioni, c’è stata una particolare premura sull’aspetto della verifica sul sedime dell’intervento, che oggi ci riporta elementi artistici-architettonici sui quali la Soprintendenza indicherà il da farsi. Se la procedura non fosse andata avanti, oggi non ci sarebbero ritrovamenti, ma solo le parole di chi continuava a dirci che là, probabilmente, ci sarebbe potuto essere qualcosa. Quel finanziamento non rispedito indietro, dunque, ha prodotto già un risultato: la verifica puntuale della zona. Ora vedremo cosa succederà, quale sarà la soluzione indicata anche, e soprattutto, per rispondere all’esigenza di sicurezza del De Titta, che attende una scala antincendio da troppo tempo, sperando che l’ecomostro che grava sul Torrione, l’ex scuola all'aperto, possa ancora essere abbattuto, sfruttando il medesimo finanziamento». (t.d.r.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

