Mura aragonesi soffocate da erba alta e spazzatura

Lanciano. In abbandono l’area reperti trovata nel 2015 nel rifacimento del De Titta Ma il sindaco Pupillo rassicura: «I lavori riprenderanno e gli scavi saranno visibili»
LANCIANO. Mura aragonesi dimenticate dopo 4 anni dalla scoperta e ampliamento dell’istituto De Titta con i fondi del sisma dell’Aquila di 10 anni fa ancora al palo. Che si vada a rilento per realizzare qualcosa quando di mezzo ci sono più enti pubblici - in questo caso Provincia, Comune, Ufficio ricostruzione dell’Aquila, Soprintendenza - e la burocrazia è ormai noto in Italia, ma nell’area del giardino dell’asilo Maria Vittoria si attendono interventi da quasi 10 anni. Quattro anni fa erano anche partiti, ma si sono arenati subito di fronte ad una scoperta che doveva essere di grande rilevanza storica, ovvero parte delle mura aragonesi. Ma ora si vedono a stento. Erba alta e immondizia le ricoprono quasi totalmente tanto che non si penserebbe che sotto ci siano mura che erano parte di quel collegamento tra il vicino Torrione Aragonese e le Torri Montanare, che si ipotizzava ci fosse da anni, e rinvenute il 10 settembre 2015 sotto pochi centimetri di asfalto. Sono parti di due diverse cinte murarie, la fortificazione aragonese del 400, e un muro più antico, ma ora non si riconoscono neanche più. Furono scoperte durante i sondaggi fatti per costruire l’ampliamento dell’adiacente istituto De Titta, sfruttando i fondi per la ricostruzione della scuola danneggiata dal sisma del 2009 (1.200.000 euro), che è ancora sulla carta. «Il progetto definitivo per il De Titta c’è» spiega il presidente della Provincia, Mario Pupillo, «prevede l’abbattimento della scuola all’aperto e la realizzazione di un fabbricato sul retro del giardino dell’asilo Maria Vittoria (fattibile utilizzando appunto i volumi della scuola all’aperto, ndc) che ospiterà segreteria ed uffici amministrativi dell’istituto così nella parte attuale della scuola si recupereranno almeno 9 aule. Oltre agli uffici ci sarà un’aula magna, multifunzionale che si affaccia sul giardino dove le mura saranno salvaguardate. Prima però dobbiamo costruire la scala di sicurezza della scuola e stiamo vedendo con la Soprintendenza dove posizionarle, se sul fronte del De Titta o sulla proiezione della scuola verso il giardino in direzione del torrione. Ma bisognerà fare dei sondaggi per vedere se ci sono altri reperti». Ci sarà ancora da attendere? «Daremo l’incarico per i sondaggi dopo le feste», risponde il presidente della Provincia, «e ricopriremo gli scavi fatti per questioni di sicurezza». Ci si chiede poi se dopo 10 anni sia necessario ampliare la scuola che si è unita al Fermi; certo è che il progetto può essere utile oltre che alle superiori, all’asilo dove gli spazi mancano e alla città visto che l’aula magna potrà ospitare anche altri eventi extrascolastici e si potranno ammirare le mura poichè saranno rese, finalmente, visibili.
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