Muri a pezzi e tetto rotto «Piove dentro le stanze»

Protestano i residenti di via delle Robinie e via delle Acacie tra muffa e umidità «Da anni chiediamo lavori all’Ater e al Comune, ma nessuno interviene»
CHIETI. Via delle Robinie, civico 6. Un anno dopo gli appelli lanciati dai residenti di Madonna degli Angeli, la situazione nella palazzina popolare non è cambiata. Anzi, le cose peggiorano. Lo scenario è quello di tetti rotti che causano infiltrazioni d’acqua sui soffitti e sulle pareti dell’appartamento situato all’ultimo piano, quello in cui vive Marcello Sciarrelli insieme alla moglie Paola e al figlio Giovanni. «Ora basta, se nessuno interviene, vado dai carabinieri a sporgere denuncia», è lo sfogo di Sciarrelli che già un anno fa al Centro aveva segnalato le criticità della sua palazzina.
Muffa, umidità, ma anche intonaci pericolanti e finestre rotte lungo le scale. Con l’inverno alle porte, torna la paura tra i residenti. «Il tetto è rotto, ci piove dentro e il soffitto rischia di crollarci addosso», dice Sciarrelli. «Nonostante le nostre continue segnalazioni, nulla è cambiato. Sono trent’anni che chiedo al Comune di fare i lavori sul tetto, ma ricevo sempre le stesse risposte. Mi dicono che non ci sono i soldi e che devo fare i lavori a mie spese, che poi mi verranno scalate dall’ affitto. Ma dove li trovo io i soldi?».
La situazione torna critica ogni volta che piove. Il figlio di Marcello, Giovanni, è costretto a salire attraverso una botola sul sottotetto, dove le tegole sono rotte e le travi pericolanti, per raccogliere l’acqua con i bidoni. «La situazione è diventata insostenibile», continua Sciarrelli, «ho paura anche per i miei due nipoti che mi vengono a trovare. Se mi cade addosso il tetto quando ci sono i bambini, cosa faccio? Sono stufo. Ho presentato da anni la domanda all’ufficio case per chiedere subito i lavori. Ma nessuno finora ha mosso un dito. Nessuno si è fatto vedere. Solo un giorno sono venuti alcuni operai, ma hanno fatto lavori alla meno peggio, senza risolvere niente. Una volta, le infiltrazioni d’acqua hanno danneggiato anche l’impianto elettrico e ho dovuto chiamare i vigili del fuoco».
Criticità irrisolte anche in via delle Acacie, la traversa prima di via delle Robinie: «Siamo abbandonati», dice Enrico Dell’Osa, che vive in una casa dell’Ater. «Ci sono appartamenti che non hanno nemmeno i termosifoni. Io vivo al buio perché ho le finestre rotte e sono costretto a stare tutto il giorno con la luce accesa. C’è una famiglia di 6 persone che vive in un buco di 40 metri quadrati. Lo scandalo più grande è che in questa zona ci sono almeno venti case assegnate dove, però, non ci abita nessuno. Ho fatto diverse segnalazioni ai vigili, ma nessuno ha mai fatto niente».
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