Muri a rischio crollo, la scuola non riapre

San Vito, l’anno scolastico inizia già con uno stop: gli alunni di via Giovane Italia trasferiti alla D’Annunzio
SAN VITO CHIETINO. Chiuso perché inagibile e non sicuro dal punto di vista statico, il plesso di via Giovane Italia che a San Vito paese ospita la scuola materna e il nido Delfino blu. Oggi la scuola non riapre. La scuola D’Annunzio di via Michelangelo da oggi è costretta ad ospitare nido, materna, elementari e medie. Insomma bimbi da zero a 14 anni. Neanche il tempo di respirare per la scuola media che aveva appena recuperato spazi e aule dopo aver accolto per 5 anni la scuola elementare di Sant’Apollinare (chiusa per inagibilità dal 2015 ma che riapre oggi i battenti dopo lavori di messa in sicurezza e ristrutturazione da 670mila euro), che ci si trova a fare i conti con spazi da dare ai bimbi di asilo e del nido. «Siamo stati costretti a firmare ordinanze per la chiusura della scuola e lo spostamento di asilo e nido», spiega il sindaco Emiliano Bozzelli, «per la sicurezza dei nostri bambini. Dallo studio di vulnerabilità che abbiamo portato avanti su tutti gli edifici scolastici è emerso che la scuola del paese non è sicura. I muri, spessi un metro e mezzo su cui poggia un tetto in cemento armato, si sono “svuotati” e sono deboli. Una situazione pericolosa che non ci ha lasciato altra scelta. Abbiamo già il progetto per la messa in sicurezza: costa 1,8 milioni».
«Sono in corso degli interventi per adattare funzionalmente gli spazi didattici della scuola di via Michelangelo», aggiunge l’assessore Andrea Catenaro, «e in particolare di parte del pianterreno dell'edificio dove andrà il nido che riaprirà il 20 settembre. Ci sono ingressi diversi, ma gli spazi sappiamo sono ridotti».
Una situazione incandescente che solleva le ire di molti genitori e anche del gruppo di minoranza Nuova Alleanza Per San Vito: «Dopo due difficili anni che hanno messo a dura prova le capacità organizzative e di resistenza di dirigenti, insegnanti, alunni e famiglie speravamo in un rientro a scuola più sereno», dicono le consigliere Paola Bomba e Francesca Di Cicco, «invece ci troviamo con un unico istituto in paese che deve ospitare ogni ordine e grado di scuole, dal nido alle medie, riducendo al minimo gli spazi a disposizione dei ragazzi e dei docenti, come se fosse una cosa normale in tempo di Covid. E questo perché i nostri attuali amministratori non si sono preoccupati di far rispettare i tempi, previsti dal contratto, per la riconsegna dei lavori sull’indagine della vulnerabilità sismica dell’edificio scolastico di via Giovane Italia che ospitava il nido e l’infanzia. C’è stato un ritardo di circa 6 mesi di cui non si conoscono le cause e per il quale non esiste alcun sollecito da parte dell’amministrazione. Quindi ci siamo ritrovati con ordinanze di chiusura e una scuola, in via Michelangelo, che riapre oggi con lavori strutturali in corso e spazi per alunni e docenti ridotti al minimo».

