Muri delle case imbrattati: sollecitati più controlli

31 Gennaio 2020

VASTO. «Far rispettare la città, i propri monumenti, i luoghi d’arte, ma anche le abitazioni dei cittadini, deve diventare una pretesa da parte del Comune e le punizioni per gli incivili devono...

VASTO. «Far rispettare la città, i propri monumenti, i luoghi d’arte, ma anche le abitazioni dei cittadini, deve diventare una pretesa da parte del Comune e le punizioni per gli incivili devono essere pesanti». A chiederlo è un gruppo di famiglie che abita nella periferia nord della città e che spesso, purtroppo, negli ultimi tempi deve fare i conti con un olezzo insopportabile provocato da comportamenti poco civili del gruppi di giovani. «Si ubriacano e poi usano i muri delle nostre case come orinatoi pubblici. Imbrattano, sporcano e danneggiano. Vanno identificati, multati e condannati alla pulizia della città. Non è giusto chiudere i bagni pubblici perché vengono danneggiati. Una città civile non si arrende ai teppisti, li combatte».
L’esasperazione e l’indignazione per quello che accade ogni notte a Vasto cresce contestualmente all’inciviltà. Lo stesso problema era stato lamentato qualche mese fa dai residenti del centro storico e ripreso dall’ambientalista Ivo Menna. Il Comune si è visto costretto a chiudere la sera il cortile di Palazzo d’Avalos ridotto in condizioni vergognose. Lo stesso problema è lamentato da chi abita al quartiere San Paolo e alla Marina. Urina e rifiuti - bottiglie vuote e resti di cibo- sono un grosso problema anche per chi si occupa della pulizia della città. Il vicesindaco Giuseppe Forte intervenendo sugli atti di vandalismo alla Marina, ha ribadito che è difficilissimo sorprendere i teppisti. «Sono d’accordo sul fatto che tutti dobbiamo pretendere rispetto per i vastesi e per Vasto», ha detto Forte, «ma solo se i cittadini fanno squadra e ci aiutano a individuare gli incivili il problema può essere risolto. Il degrado mortifica tutti noi. Le telecamere possono aiutare ma dobbiamo capire tutti che i danni dei teppisti tolgono al Comune risorse». (p.c.)
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