Muri rotti e strumenti vecchi, disagi in Gastroenterologia

LANCIANO. Lesioni ai muri e infissi vecchi, mancanza di climatizzatore e inadeguatezza degli strumenti messi a disposizione del personale che, solo grazie a tanto impegno, manda avanti il reparto. È...
LANCIANO. Lesioni ai muri e infissi vecchi, mancanza di climatizzatore e inadeguatezza degli strumenti messi a disposizione del personale che, solo grazie a tanto impegno, manda avanti il reparto. È la denuncia che fa il consigliere regionale Francesco Taglieri (M5S) per l’unità semplice Dipartimentale di endoscopia interventistica e gastroenterologia dell’ospedale Renzetti che è centro di riferimento per la celiachia e conta circa 9mila prestazioni all'anno, tra cui 3mila ecografie, 4mila endoscopie. «È una struttura fatiscente che versa in condizioni pessime, tra lesioni ai muri e infissi vecchi e mal funzionanti», precisa Taglieri, «senza un sistema di climatizzazione si passa dal caldo insopportabile dell'estate al gelo dell'inverno, e rende difficoltosi anche gli interventi più semplici. L’inadeguatezza delle strumentazioni messe a disposizione dei professionisti fa poi emergere tutta la disorganizzazione dei vertici aziendali. Ci sono macchinari non rientrati in reparto dopo essere stati inviati in riparazione perché, si è scoperto in seguito, era scaduto il rispettivo contratto di affitto senza che fosse rinnovato. Non va poi dimenticato che nelle stanze della vecchia endoscopia di Atessa giacciono ancora inutilizzati tre strumenti, una colonna, un elettrobisturi e due lavatrici che rischiano di finire nel dimenticatoio visti i nuovi acquisti per il rinnovo del reparto. Il rischio di sprecare ulteriori risorse e abbandonare macchinari utilizzabili è dietro l'angolo». E sugli impianti non va meglio. Il consigliere dice esserci “un impianto elettrico vecchio e rattoppato con cavi passanti in canaline esterne ai muri, colonne endoscopiche poste su carrelli con cavi ammassati a terra. Addirittura il personale non ha a disposizione nemmeno un bancone di lavoro adeguato nelle sale». Sul personale invece i problemi sono dietro l’angolo perché se ora è adeguato, a breve invece andrà in sofferenza con un dottore prossimo al pensionamento e un altro che tornerà a lavorare ad Atessa. «Con questi problemi convivono quotidianamente sia i professionisti che gli utenti della struttura», chiude Taglieri, «mi domando cosa aspettano Regione e Asl per intervenire». (t.d.r.)

