Muro riaffiora dalla terra Bloccati i lavori alle Ripe

27 Maggio 2017

Gli scavi delle ruspe per realizzare il parcheggio riportano alla luce un contrafforte Dopo l’esposto di una residente la Sovrintendenza chiede spiegazioni al Comune

LANCIANO. La Sovrintendenza archeologia, belle arti e paesaggio dell’Abruzzo vuole vederci chiaro e blocca i lavori del parcheggio di Sant’Egidio. L’attenzione dell’organo periferico del Ministero è per un muro, forse un antico contrafforte emerso lungo il percorso che permetterà di salire e scendere dal centro storico al parcheggio. L’archeologo Andrea Staffa ha chiesto notizie al Comune dopo l’esposto di una residente. Che a sua volta ha raccolto la segnalazione di Umberto Nasuti, architetto, presidente dell’associazione Sant’Egidio e membro del Fai, con il quale il Centro ha effettuato un sopralluogo nel sito dei lavori. Tra rifiuti e alberi sradicati, spunta quella che sembra un’antica costruzione. «Che si tratti di un’opera costruita dall’uomo si vede», spiega Nasuti indicando i massi che affiorano dal terreno, «ci sono pietre e in mezzo alla malta pezzi di laterizi che indicano che è un muro costruito e non un pezzo di roccia naturale. Potrebbe essere una parte di muro o un arco, visto il luogo in cui ci troviamo», azzarda Nasuti, «sotto le mura cittadine, in un’area che oggi è ricoperta dalla boscaglia ma un tempo era zona di orti. L’associazione Sant’Egidio aveva segnalato al Comune che c’era la possibilità di rinvenire reperti archeologici, ma le nostre lettere sono cadute nel vuoto. Ora chiediamo solo che al posto della ruspa, che ha fatto già danni, il Comune incarichi un archeologo per fare un sopralluogo e capire se ci sono reperti storici di valore o meno». Richiesta che una cittadina ha girato direttamente a Staffa, il quale ha risposto tramite una mail inviata a Palazzo di città in cui chiede lumi sui «resti di quello che appare un muro di controscarpa, un contrafforte delle fortificazioni della città», ricordando poi che è obbligatorio sospendere i lavori e segnalare alla Sovrintendenza eventuali reperti. In realtà del cantiere non c’è traccia ma, da progetto, il 1° lotto prevedeva la realizzazione di 80 posti auto, lo sbancamento e la pulizia delle scarpate, il consolidamento tramite un muro, il percorso di ricongiungimento tra il centro storico e il parcheggio e infine l’illuminazione. Al completamento mancano percorso e illuminazione. Oltre all’archeologo servirebbero operatori ecologici per pulire l’area stracolma di rifiuti. Gente incivile che dalle Ripe butta di tutto: frigoriferi, reti per materassi, biberon, centinaia di bottiglie di vetro, cocci di terracotta, ossa di animali. Finora diversi cantieri hanno riportato alla luce reperti, alla fine sempre ricoperti. Nel 2012, durante i lavori alla rotonda di Santa Chiara, era stato rinvenuto l’arco di un ponte di epoca tardo romana; nel 2015, nel corso del rifacimento di via Dei Frentani, furono trovate tombe bizantine, tutte ricoperte. Le mura aragonesi, venute alla luce sotto pochi centimetri di asfalto nel giardino dell’asilo Maria Vittoria sempre nel 2015, invece, non sono state ancora ricoperte, ma sono abbandonate da un anno e nove mesi.
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