Musei, manca il personale: aperture ridotte al minimo

Le sale accessibili ai visitatori solo mercoledì, sabato e due domeniche al mese I sindacati: «Avviati i concorsi per assumere, ma ci sono tanti intoppi burocratici»
CHIETI. Aperture limitate al massimo per i due musei archeologici. Dalla scorsa settimana sono aperti solo per due mezze giornate a settimana, al mercoledì e al sabato, e per mezza giornata ogni due domeniche del mese. La pesante riduzione delle aperture del Museo archeologico di Villa Frigerj e di quello della Civitella è scattata mercoledì scorso. A tenere chiuse le due strutture non è il Covid, i cui contagi sono in risalita, ma l’organico ridotto all’osso: sette dipendenti per tenere aperte entrambi i musei non sarebbero lontanamente sufficienti nemmeno a tenerne aperto uno.
Da mercoledì scorso, dunque, tutto chiuso con la sola eccezione del mercoledì mattina, in cui sono aperti entrambi i musei, e del sabato mattina per la Civitella, del sabato pomeriggio per Villa Frigerj e della prima e terza domenica del mese, con apertura al mattino per la Civitella e al pomeriggio per Villa Frigerj.
La scorsa estate, l’amministrazione comunale aveva cercato di tamponare la drammatica carenza di organico mettendo a disposizione delle due strutture i percettori del reddito di cittadinanza. Ma è evidente che si è trattato soltanto di un provvedimento-tampone. Circa due anni fa è stato bandito un concorso che, però, non ha ancora dato i propri frutti. E così, mentre la nuova direttrice della Direzione regionale dei musei, Federica Zalabra, è appena arrivata a Chieti in sostituzione di Mariastella Margozzi, dipendenti e sindacati sono in fermento. E non solo nei due musei teatini, visto che la situazione è difficile anche in altre strutture abruzzesi. Il coordinamento nazionale della Flp Bac sta organizzando un’assemblea regionale dei lavoratori per l’inizio di dicembre da tenere proprio a Chieti.
L’assemblea si terrà alla presenza di Rosario Greco, della segreteria nazionale del sindacato. «Il problema è annoso», dice Greco, «riguarda, un po’ a macchia di leopardo, tutta la regione. Sono iniziate le procedure per nuove assunzioni, attraverso i concorsi banditi circa due anni fa, ma, dopo tanti intoppi burocratici, siamo ancora fermi alle prove orali. Il ministero dei Beni culturali stanzia ogni anno milioni di euro per la società in house Ales per fornire personale nelle more delle assunzioni. Ma, ahimè, in Abruzzo non è arrivato personale Ales sufficiente per garantire un’apertura quantomeno dignitosa, a differenza di quanto avviene in altre parti d’Italia dove ci sono persino direzioni dei musei che pagano con risorse proprie il personale Ales necessario. È il caso di Pompei, che ha 150 Ales, solo per fare un esempio eclatante. In Abruzzo, invece, il personale non arriva. È una carenza importante, per quanto noi come sindacato siamo pro-assunzioni, ma nelle more del concorso ci accontentiamo degli Ales visto che si tratta di personale che arriva da una società in house retribuita al 100% dal nostro ministero».
Il personale Ales viene reclutato direttamente dai musei, nel caso si tratti di strutture con grande capacità economica, oppure attraverso la Direzione generale dei musei. Nel caso della Civitella e di Villa Frigerj, si sarebbe dovuta attivare la Direzione generale dei musei che si trova a Roma, che sembra abbia fatto promesse specifiche per far arrivare del personale sul territorio. Promesse che però, come sottolineano dal sindacato, non sono state mantenute.
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