Museo Universitario, la gestione passa nelle mani del rettore

Reazioni alle dimissioni del professor Capasso che mantiene il suo ruolo di componente nel Cda Di Ilio resta al timone della struttura fino alla nomina del nuovo responsabile. E scoppia la polemica
CHIETI. Il rettore dell'ateneo d'Annunzio, Carmine Di Ilio, è il sostituto del professor Luigi Capasso come direttore del Museo Universitario, mentre al direttore generale Filippo Del Vecchio è affidata la "gestione ordinaria e non scientifica" dello stesso museo.
Tutto questo ad "interim" fino alla nomina del nuovo direttore. Il decreto che determina questa svolta è arrivato poche ore dopo che Capasso aveva scelto, su pressante invito del rettore ( gli aveva concesso solo 36 ore per decidere) di optare per la carica di consigliere di amministrazione, dimettendosi da direttore del museo che lui stesso ha fondato.
Di Ilio ha formalizzato, sempre con proprio decreto, in ottemperanza della sentenza del Tar, la "reimmissione temporanea del professor Capasso a componente del Cda dell'Ateneo. A questo punto c'è da pensare che il vertice della d'Annunzio farà ricorso al Consiglio di Stato contro la decisione del Tar, visto la precisazione fatta nel decreto con quel vistoso ricorso alla temporaneità del provvedimento.
Una prima osservazione riguarda proprio la incompatibilità contestata al professor Capasso per essere stato, al tempo, anche componente del Cda dell'Ateneo: non nasce lo stesso ostacolo per il rettore Di Ilio, nel momento in cui, anche se ad interim, si fa carico della direzione del museo?
Un'altra riguarda tutti i processi attivati per il futuro del museo, che passano sotto il diretto controllo del vertice dell'ateneo. In particolare c'è tutta la vicenda che interessa il futuro dell'ex caserma Bucciante che dovrebbe ospitare parte del museo universitario. Sembra scontato, nella situazione che si è generata, che sarà molto difficile che il progetto di insediamento nell'area di quello che fu l'ospedale militare, possa fare concreti passi in avanti, permanendo la gestione "ordinaria e non scientifica". Intanto va segnalato che a Capasso sono arrivate attestazioni di stima e di solidarietà da parte di rappresentanti delle istituzioni cittadine che stanno seguendo con preoccupazione l'evolversi dei fatti.
Non va trascurato che il Museo Universitario, con la direzione di Capasso, si è affermato come un importante punto di aggregazione culturale della città, con una serie di iniziative di largo respiro. Ci sarà continuità nella nuova gestione? Tutti interrogativi che nascono per cercare di capire cosa accadrà a una struttura che finora è stata uno dei vanti cittadini, oltre a dare una prestigiosa presenza nella parte alta di Chieti alla università d'Annunzio. Interrogativi a cui sarebbe bene che qualcuno si impegnasse a dare risposte, anche per dare tranquillità ai cittadini e soprattutto a tutti coloro che, come donatori o come collaboratori, hanno contribuito a far crescere il museo.

