«Musica alta fino alle tre di notte» Il giudice fa sequestrare le casse

15 Luglio 2022

I carabinieri requisiscono gli impianti di diffusione del suono al Bros e al Beccafico: indagati i gestori L’inchiesta dopo le denunce dei residenti: «Impossibile dormire persino a un chilometro di distanza»

CHIETI. La musica sparata a tutto volume, fino alle tre di notte, impediva di dormire anche a chi abita a un chilometro di distanza. I carabinieri della sezione operativa della compagnia di Chieti hanno sequestrato casse acustiche e impianti di diffusione del suono dei locali della movida Bros e Beccafico, in viale Benedetto Croce, allo Scalo, tra i più frequentati della città, soprattutto dagli studenti universitari. I due gestori sono indagati per il reato di «disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone». Il provvedimento è stato firmato dal giudice Andrea Di Berardino su richiesta del sostituto procuratore Giuseppe Falasca. Le indagini dei militari dell’Arma sono scattate dopo le innumerevoli segnalazioni dei residenti, a loro dire stanchi di trascorrere intere notti insonni. Secondo l’accusa, nei locali erano organizzate serate con tanto di dj senza il rilascio delle indispensabili autorizzazioni comunali per l’intrattenimento musicale. Peraltro, il limite delle emissioni sonore – sempre in base alle contestazioni – è stato di gran lunga superato in più occasioni, come documentato dai rilievi fonometrici dell’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente (Arta). Non si contano, d’altronde, le richieste di intervento dei vicini, che hanno costituito anche un comitato. C’è chi ha addirittura pensato di cambiare casa, considerando che quei rumori molesti andavano ben oltre i limiti della normale tollerabilità.
Non solo la musica a palla: agli indagati viene contestato anche l’omesso controllo sugli schiamazzi degli avventori fino a tarda notte. In alcune occasioni, soprattutto nel fine settimana, all’esterno dei locali è stata stimata la presenza di circa 300 persone, tant’è che la folla strabordava fino in strada.
Il sequestro preventivo di strumenti e dispositivi per la diffusione della musica, codice penale alla mano, è stato disposto per impedire la prosecuzione del reato. Così, giovedì sera, i militari hanno raggiunto i locali dello Scalo per eseguire il provvedimento e portare via le casse.
«I carabinieri», spiegano dal comando compagnia di Chieti, «proseguiranno i controlli in tutta la stagione estiva, segnalando alla magistratura teatina e all’autorità amministrativa le eventuali violazioni riscontrate». Il tema degli effetti collaterali della movida – tra aggressioni, risse, sequestri di droga e richieste dei residenti di chiusure anticipate dei locali – è più volte finito al centro del dibattito politico e delle riunioni del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.
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