Musica dentro la riserva, arrivano i divieti

Vasto. Concerti a Punta Aderci: intervento del Comitato di gestione contro l’inquinamento acustico
VASTO. Divieto di transito e di stazionamento nelle aree più fragili, come il costone a rischio crollo, e decibel sotto controllo per evitare l’inquinamento acustico. Interviene il Comitato di gestione sulla discomusic nella riserva naturale di Punta Aderci. L’area protetta ha ospitato una serie di concerti con tanto di disc jockey e amplificatore, oltre a centinaia di persone, soprattutto giovani. Tale circostanza ha spinto quattro associazioni cittadine ad inviare una diffida al Comune sugli eventi musicali organizzati in un’area di massima tutela, interdetta alla sosta e al transito dal 2011 da ben due ordinanze, una della polizia locale e l’altra della guardia costiera.
Il Comitato di gestione – interpellato solo dopo l’intervento di Italia Nostra del Vastese, Arci, Gruppo fratino e Geav (guardie ambientali volontarie) - ha rilasciato il proprio parere favorevole, ma con alcune prescrizioni relative ai luoghi dove si possono tenere i concerti (sono escluse le aree più fragili, come il costone a rischio crollo) e alla produzione di una relazione fonometrica redatta da un tecnico qualificato. Insomma, sì agli eventi musicali ma con un occhio di riguardo al contesto ambientale, che non è quello di un parco di divertimenti. «Il Comitato di gestione si è espresso con parere favorevole rispetto allo svolgimento degli eventi musicali programmati nella riserva», conferma l’assessore alle politiche ambientali, Paola Cianci, «le prescrizioni da rispettare riguardano il divieto di transito e stazionamento nelle zone ritenute più fragili e la necessità di una relazione fonometrica per valutare il rischio dei rumori rispetto al contesto ambientale». Per le associazioni che avevano sollevato il problema «l’amministrazione è corsa ai ripari».
«Il parere del Comitato di gestione della Riserva doveva essere acquisito prima e non dopo», sottolinea Nicola Salvatorelli, presidente dell’Arci, «e in ogni caso conferma quello che abbiamo rimarcato nei giorni scorsi, cioè che non si possono organizzare concerti in aree da anni interdette alla sosta e al transito e che bisogna tener conto dell’impatto ambientale che simili iniziative producono. Così come non va sottovalutato il problema della sicurezza. Fare discomusic su un costone a rischio crollo significa mettere a repentaglio l’incolumità di centinaia di persone».

