Musica per l’addio a Di Leonardo

30 Aprile 2016

Funerali al Duomo per il papà del “du bott”, gli artisti teatini cresciuti con lui gremiscono San Giustino

CHIETI. Ad aspettare Antonio Di Leonardo, fuori dal Duomo, non poteva che essere la musica. Aveva 89 anni. Se n’é andato così uno dei punti di riferimento dell’arte teatina, mentre le scalinate si fanno gremite. E sono stati proprio alcuni dei suoi ex allievi, Vincenzo De Ritis e Fabio D’Orazio (anche ex direttore artistico del Teatro Marrucino), e amici, Arianna e Gabriele Di Pasquale, a rendergli omaggio attraverso le calde melodie delle loro fisarmoniche. Risuona così la speranza: quella che mantiene in vita un grande artista nella memoria delle innumerevoli persone conosciute in diverse parti del mondo, quella che continua a far vivere il meglio di questa città. Una cerimonia partecipatissima, in primis ovviamente da tutti i familiari: la moglie Antonietta, i figli Giampiero, Luciano e Annalisa, i nipoti Antonio, Simone, Silvia, Federica ed Alessandro, nuore, genero, sorelle e tutti gli altri parenti. Tantissimi gli esponenti del mondo culturale e artistico: fra gli altri il professor Carlo Tatasciore e il fratello Gianfranco, i musicisti Elio Tacconelli, Tony Pancella e Michele Di Toro, il maestro Gerardo Di Cola, il regista Fabrizio Franceschelli e Sandro Bernabei (che insieme a tanti altri, con Antonio, suonò in gioventù). Tanti gli amici e soprattutto i giovani. Quelli che insieme ai figli hanno suonato, quelli che continuano a vedere nel “re del du botte” un punto di riferimento della musica teatina.

Insegnante, artista e artigiano che tutti hanno sempre riconosciuto essere estremamente amabile, che ha contribuito in modo determinante alla diffusione della musica e della musica “del popolo” come ricorda il parroco durante la celebrazione: «Un uomo, Antonio, che sapeva utilizzare quel linguaggio che eleva verso la bontà. Ha insegnato l’impegno e la prosecuzione della memoria: oggi le sue sinfonie sono sinfonie d’amore. Questa città deve continuare a cantare». Un punto di riferimento, inoltre, durante tutto il periodo del dopo guerra fino agli anni ’60 e ’70 grazie alla sua attività. E non solo in città: Antonio Di Leonardo ha rappresentato il centro di un flusso di artisti che da diverse parti di Italia costantemente ne seguirono la strada. E poi lo sguardo verso il futuro con la fondazione della “Citta della Musica”, assieme ai suoi cari. Ed è proprio uno dei figli, Luciano, a rendergli omaggio attraverso il ricordo parlando a nome di tutta la famiglia: «Le persone anziane non possono aspettare, mi ripeteva spesso papà. Hanno poco tempo e bisogna esaudire subito le loro richieste. Questa tua saggezza l’hai insegnata a tutti noi. Ti ringrazio per l’amore che ci hai dato e che hai dato a tutti, soprattutto alla musica, tua compagna, che ti ha salvato dalla guerra e ti ha donato serenità. Al fianco della mamma ci ha insegnato il rispetto. Sarai sempre in tutti noi della famiglia e nei figli adottivi della Citta della Musica. Sarai in tutti gli amici che hai conosciuto in ogni parte del mondo. Ciao, grande uomo». Le luci soffuse della cattedrale hanno continuato a riscaldarsi attraverso gli applausi, la commozione, quelle melodie che per molti, di certo, ancora continueranno a risuonare nella piazza. Ma è giusto che, per il momento, quelle note restino nella mente e nel cuore: il silenzio è doveroso. “Città della Musica” ha sospeso le attività fino ad oggi e tutti gli eventi ludici e musicali previsti sono stati cancellati.