Nanni vittima di un’emorragia

29 Luglio 2020

L’autopsia conferma la causa della morte dopo l’intervento, gli indagati restano 6

VASTO . È durata quasi tre ore l’autopsia disposta dal pm della procura di Chieti, Marika Ponziani, su Mario Nanni, il 73enne di San Salvo morto il 16 luglio scorso tre ore dopo un intervento chirurgico. L’operazione è stata fatta all’ospedale di Chieti un mese dopo il ricovero del paziente per polmonite. Sei i medici indagati.
La perizia fatta ieri mattina ha confermato che la causa del decesso è stata un’emorragia. L’emorragia, che ha interessato tutti i vasi sanguigni, ha portato alla mancanza di coagulazione. Inutili le sacche di sangue ricevute. Dal punto di vista tecnico-chirurgico non ci sono stati rilievi.
A giudizio dell’anatomopatologo Domenico Angelucci, perito dei medici indagati, la complicanza sarebbe stata inevitabile e imprevedibile. I periti adesso lavoreranno per appurare la causa dell’emorragia. Cosa ha determinato la “coagulazione intravascolare disseminata”? Per avere una risposta saranno analizzati i campioni di tessuti prelevati e la voluminosa cartella clinica del paziente. L’analisi dei campioni sarà effettuata a Roma nel corso di un tavolo di lavoro a cui saranno presenti i periti nominati dalla procura, Giorgio Bolino e Paolo Annessi, i periti della famiglia Nanni, Giuseppe Fortuni e Alberto Neri, e il perito della difesa Domenico Angelucci. I figli di Nanni, assistiti dall’avvocato Giuseppina Fabretti, hanno raggiunto ieri mattina l’obitorio dell’ospedale di Chieti aspettando che terminasse la perizia. Non riescono a rassegnarsi alla morte del padre arrivata all’improvviso, quando tutto sembrava volgere al meglio. (p.c.)