Napoleone non s’arrende al pignoramento

13 Marzo 2015

CHIETI. Il giudice del lavoro ha rigettato ieri mattina l’opposizione degli avvocati di Marco Napoleone all’esecuzione della sentenza che condanna l’ex direttore dell’ateneo “d’Annunzio” a dare all’un...

CHIETI. Il giudice del lavoro ha rigettato ieri mattina l’opposizione degli avvocati di Marco Napoleone all’esecuzione della sentenza che condanna l’ex direttore dell’ateneo “d’Annunzio” a dare all’università oltre 1 milione e 200 mila euro. La palla adesso passa al tribunale civile dove ad aprile si deciderà se assegnare o meno all’università i soldi che, nel frattempo, sono stati “congelati” presso terzi, ovvero all’Inps, visto che l’ateneo ha fatto richiesta di pignorare in modo cautelare un quinto della pensione dell’ex direttore generale. «Avrei preferito portare avanti questa causa civile nelle aule di tribunale e non nelle piazze», ha commentato Napoleone, «ma evidentemente qualcuno vuole celebrare i processi sui giornali. Ma credo che a questo punto si farebbe meglio a lasciare da parte questo “fantasma del Louvre” e dedicarsi a lavorare per l’università che sta attraversando un periodo difficilissimo. Giudico comunque irrituale il fatto che sia stato lo stesso giudice che ha emesso la sentenza in primo grado a mio sfavore ad aver giudicato anche sull’opposizione». La vera partita, comunque, per Napoleone si giocherà in sede d’appello. Proprio il fatto che è stato presentato ricorso per la causa di lavoro rappresentava uno dei motivi dell’opposizione al pignoramento. Ma il secondo grado può ribaltare tutto. (a.i.)