Nas in ospedale per le barelle in corridoio

21 Luglio 2016

Cerulli (Cittadinanzattiva) e Massi (Tdm): è il terzo controllo da gennaio, ma la Procura non prende ancora provvedimenti

CHIETI. Il direttore generale della Asl Pasquale Flacco assicura che l’emergenza barelle in Medicina è stata superata, ma il Nas, ieri mattina, ha ugualmente fatto un sopralluogo in reparto. Il terzo da gennaio. E avrebbero riscontrato 11 pazienti anziani sistemati nelle lettighe e non 7 come aveva annunciato il dg il giorno prima. «Vogliamo commentare la risposta fornita dal direttore generale alla nostra protesta e ci riferiamo al recupero dei 20 letti promessi con lo spostamento della Dermatologia a Ortona» dicono Aldo Cerulli, presidente regionale di Cittadinazattiva e Mauro Massi, presidente del Tribunale per i diritti del malato di Chieti, «storiella ormai raccontata dall’inizio dell’anno. Più precisamente gennaio, aprile e luglio, quasi fosse un periodico trimestrale. Anche oggi (ieri per chi legge) dalla postazione del tdm abbiamo visto passare i funzionari del Nas. Il motivo» sottolineano «è sempre lo stesso di tre volte fa, ma nulla è cambiato. Presumo che non sia loro compito sanzionare la Asl, a procedere dovrebbe essere la Procura della Repubblica e di fronte al reiterarsi di analoghe anomalie sarebbe ora che qualche provvedimento venisse preso. Altrimenti» sostengono Cerulli e Massi «le cose non cambieranno mai a danno dei pazienti».

«Altra affermazione che non possiamo condividere con il direttore generale è quella relativa al numero delle barelle. Non sono solo sei o sette come afferma Flacco, a noi ne risultano di più. Ma è quel “solo” che ci preoccupa perchè c’è un divieto assoluto, anche sotto il profilo della tutela della privacy e della umanizzazione delle cure, di “barellare nei corridoi “ i pazienti ricoverati». Che fine ha fatto il Patto della salute 2014-2016? Perché invece di convertire gli ospedali di Guardiagrele ed Atessa non si utilizzano per ricoveri di lungo degenza e per la geriatria anomali per un ospedale per acuti?

Per queste ed altre domande Cerulli e Massi hanno richiesto un incontro con i massimi responsabili regionali della sanità e del socio sanitario.