Nasce il Comitato in difesa dell’ospedale Appello alla Regione per il Dea di II livello

3 Novembre 2017

CHIETI. Nasce in città il Comitato civico in difesa della sanità e dell'ospedale Santissima Annunziata. A costituirlo sono i giornalisti Ugo Iezzi, Mario D’Alessandro e Adriano Ciccarone, e i medici...

CHIETI. Nasce in città il Comitato civico in difesa della sanità e dell'ospedale Santissima Annunziata. A costituirlo sono i giornalisti Ugo Iezzi, Mario D’Alessandro e Adriano Ciccarone, e i medici Emidio Mastrovecchio e Walter Palumbo. L’ospedale (nella foto), si legge in una nota, «corre grossi rischi di indebolimento e depauperamento a beneficio di altri territori e a discapito dei cittadini utenti dei servizi sanitari». Il Comitato punta l’attenzione sul progetto del Dea di secondo livello. «In base ai parametri fissati dal Decreto Ministeriale 70 del 2015 e dai conseguenti decreti commissariali regionali né l’ospedale di Chieti e né quello di Pescara ha da solo il requisito per diventare un Dea di secondo livello», si legge ancora nella nota. «Al momento si è assistito a richieste ed azioni unilaterali di rafforzamento del presidio pescarese, con la logica conseguenza che se passasse un piano del genere, ne usciremmo tutti sconfitti: amministratori, politici operatori della sanità, i cittadini. A volte le battaglie di campanile che inizialmente sembrano vincenti, alla fine indeboliscono tutti e non rafforzano nessuno. Noi pensiamo», prosegue la nota, «che vanno sviluppate con responsabilità, capacità e forza azioni sinergiche a beneficio di tutti all'interno della Regione». Il Comitato infine chiede al presidente della Regione Luciano D'Alfonso e all'assessore alla sanità Silvio Paolucci «di definire ruoli, competenze e denominazione dei presidi di Chieti e di Pescara in una ottica di reale integrazione, con senso di responsabilità verso tutti i cittadini dell’area metropolitana. Conflittualità e contrapposizione sanitarie tra due città non giova al sistema, che crea uno squilibrio assistenziale che non potrà mai essere giustificato».