Nasce l’ospedale per le aree interne

8 Settembre 2015

Inaugurata la struttura per pazienti non acuti: primi ricoveri fra una settimana. Il sindaco De Luca: «Torniamo a sorridere»

CASOLI. «Cinque anni fa, il 31 agosto 2010, eravamo nel piazzale di questo ospedale per gridare il “no” alla sua chiusura. Oggi siamo di nuovo qui per festeggiare, invece, un grande giorno per la salute dei cittadini delle aree interne: l’inaugurazione di un nuovo modello assistenziale». È emozionato il sindaco Sergio De Luca nel tagliare il nastro dell’ospedale di comunità aperto all’interno del Consalvi. Assieme a lui ci sono l’assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci, il presidente della Provincia Mario Pupillo, il direttore generale della Asl Pasquale Flacco e quello dell’area distrettuale Sangro-Aventino Fioravante Di Giovanni.

«Dopo 5 anni di battaglie, con i cittadini casolani e delle aree interne sballottati tra gli ospedali di Lanciano, Vasto e Chieti», aggiunge De Luca, «oggi possiamo tornare a sorridere con questa struttura destinata a pazienti affetti da patologie cronico-degenerative che non necessitano del ricovero ospedaliero per acuti, ma al tempo stesso non possono stare in casa. Pazienti che qui trovano adeguata assistenza».

Applausi scroscianti nella sala gremita di sindaci, infermieri, medici di medicina generale, che sono le colonne di questo nuovo tipo di ospedale che conta dieci posti letto. Posti per gli utenti del territorio della Asl, con priorità per i residenti nell’area territoriale Aventino. «L’ospedale inizierà a funzionare tra 6 giorni», spiega Fiore Di Giovanni, «tempo di finire a sistemare il personale che sarà completamente dedicato, non preso in prestito da altri reparti». L’assistenza è gestita da un infermiere, un operatore socio sanitario e un ausiliario. La parte sanitaria, invece, è affidata ai medici di medicina generale, della continuità assistenziale, del punto di primo intervento e agli specialisti del presidio.

«Altri 6 giorni serviranno per gestire i primi ricoverati, per oliare il sistema», aggiunge Di Giovanni, «in 15 giorni funzionerà a pieno regime, anche perchè dobbiamo passare ad altro, come l’attivazione della residenzialità con 20 posti letto». L’ospedale di comunità comincerà tra una settimana ad accogliere i pazienti in fase di instabilità o riacutizzazione di malattie croniche, o quelli che hanno necessità di sottoporsi a terapie programmate in un ambiente protetto. Non solo, l’ospedale può intervenire anche in situazioni di malattia prolungata, per dare sollievo temporaneo alla famiglia con un ricovero breve.

La durata della degenza è generalmente di 10-12 giorni e comunque non supera i 20. Ogni utente, poi, avrà a disposizione anche servizi specialistici (medicina interna, cardiologia, ortopedia, oculistica, ginecologia), radiologia, punto prelievi, continuità assistenziale e il Punto di primo intervento presenti al Consalvi. Un’assistenza nuova dove i medici di medicina generale -che da 4 anni sono organizzati nell’associazione Brigata Majella che raggruppa circa 20 medici di famiglia dell’Aventino-Medio Sangro- e gli infermieri svolgeranno un ruolo fondamentale. (t.d.r.)

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