Nasi e seni rifatti in casa: verifiche fiscali sul medico

27 Ottobre 2014

Scerni, dopo la denuncia dei carabinieri del Nas per l’attività senza autorizzazione si muove la guardia di finanza con gli accertamenti tributari sul chirurgo

SCERNI. Un fulmine a ciel sereno. La disavventura giudiziaria del chirurgo plastico che operava in una sala operatoria allestita in un’abitazione alla periferia del paese ha sortito l’effetto di una deflagrazione. Perché il professionista oltre che noto è ritenuto anche molto bravo. Da lui arrivavano donne di tutta la provincia e non solo. Il suo nome compare anche sui siti nazionali di medicina estetica. Il volume d’affari del medico denunciato dai Nas - i carabinieri del Nucleo antisofisticazioni e sanità - per “esercizio della professione in sale non autorizzate e in condizioni igieniche e strutturali assolutamente non adatte”, pare fosse piuttosto importante. Così importante che i redditi del professionista sono finiti nel mirino della guardia di finanza di Vasto. Per il momento si tratta di accertamenti dovuti. Ma non è escluso che oltre ai problemi di natura penale che potrebbero scaturire dalla denuncia dei Nas, il chirurgo plastico si ritrovi a dover affrontare anche problemi tributari.

Il blitz a Scerni delle forze dell’ordine fatto con molta discrezione circa un mese fa e svelato alla stampa solo in questi giorni, ha portato anche al sequestro della documentazione relativa alle prestazioni effettuate o programmate.

«È stata sequestrata una copiosa documentazione che attualmente è al vaglio dell’autorità giudiziaria e che riguarda anche i consensi informati firmati dai pazienti che si sono sottoposti agli interventi chirugici», confermano gli investigatori.

La verifica della documentazione e il corrispettivo degli onorari versati per le visite e gli interventi servirà a quantificare il volume d’affari del professionista.

Molte le pazienti che arrivavano da Vasto per un ritocco alle labbra, al volto e al seno o per eliminare la pancetta e rifarsi il naso. Nessuno sospettava che la sala operatoria allestita in un immobile alla periferia del paese non fosse autorizzata. «Le indagini sono partite da alcune segnalazioni fatte da cittadini comuni non certo professionisti concorrenti», specificano i militari del Nas.

Le perquisizioni ordinate dal sostituto procuratore del tribunale di Vasto, Enrica Medori, hanno portato alla scoperta di diverse irregolarità. Il chirurgo oltre ad operare in condizioni igieniche discutibili era in possesso di medicinali scaduti da due anni e strumenti medici, compreso il bisturi, non sterilizzati.

Non è escluso che a questo punto possano esserci dei pazienti che in caso di rinvio a giudizio del medico decidano di costituirsi parte civile.

Paola Calvano

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