’Ndrangheta, sequestri anche a Ortona

5 Aprile 2017

Sigilli a un appartamento in contrada Lazzaretto: fa parte dei beni confiscati dalla polizia al collaboratore di giustizia Pulice

ORTONA. C'è anche un appartamento in contrada Lazzaretto, a Ortona, tra i beni sequestrati alla ’ndragheta per un valore complessivo di 4 milioni di euro. Si tratta di un sequestro preventivo eseguito ieri dagli agenti della squadra mobile di Chieti. Sono stati loro a porre i sigilli all’abitazione che sorge nella zona settentrionale della città adriatica. Un blitz vero e proprio che vede protagoniste diverse regioni d’Italia, da nord a sud dello stivale. Piemonte, Lombardia, Abruzzo e Calabria i territori interessati dall’operazione messa in atto dal Servizio centrale operativo della polizia e dalla squadra mobile di Catanzaro, su direttive della Dda. L’appartamento ortonese rientra in un giro di beni sequestrati che riguardano il collaboratore di giustizia Gennaro Pulice, sua moglie e alcuni imprenditori considerati suoi prestanome. In questo contesto l’Abruzzo e Ortona erano quindi una delle piazze dove si era esteso il giro d’affari. Pulice, secondo gli investigatori, è stato un esponente apicale delle cosche confederate “Iannazzo e Cannizzaro-Daponte”, e responsabile di diversi omicidi, il primo commesso quando era ancora minorenne. Le attività investigative sono state coordinate dalla Procura distrettuale antimafia di Catanzaro secondo le direttive del procuratore Nicola Gratteri, del procuratore aggiunto Giovanni Bombardieri e del sostituto procuratore Elio Romano. Alle indagini ha partecipato il commissariato di Lamezia Terme della polizia di Stato. Pulice è considerato un collaboratore di giustizia importante poiché, oltre ad aver riferito in ordine alla propria ed altrui partecipazione a varie azioni criminose, è stato uomo d’affari e imprenditore di successo, dedito, dopo una vertiginosa scalata da ruoli di pura manovalanza, a posizioni di rilevante prestigio criminale. Il collaboratore di giustizia si è anche laureato due volte, in Giurisprudenza e in Scienze giuridiche, ed ha realizzato in passato investimenti di elevato profilo ed operazioni finanziarie spregiudicate. Le indagini hanno anche consentito di accertare che Pulice, nel periodo antecedente il suo arresto, nel maggio del 2015, nell’ambito dell’operazione “Andromeda”, eseguita dalla polizia di Stato, aveva posto in essere, con il concorso di imprenditori compiacenti, una serie di interposizioni fittizie in relazione alla titolarità delle proprie attività economiche con lo scopo di evitare il sequestro del proprio patrimonio.

Alfredo Sitti

©RIPRODUZIONE RISERVATA