Neanche il mercato batte la crisi

Ortona, viaggio tra le bancarelle. Lo sfogo di commercianti e consumatori
ORTONA. Negli ultimi tempi l'economia italiana sembrerebbe in ripresa. Siamo stati così al mercato di Ortona per capire se ai proclami politici corrisponda una verità nei fatti. Il giovedì mattina, Corso Vittorio Emanuele si riempie di bancarelle pronte a vendere qualsiasi prodotto. Gli ambulanti urlano «è qui la festa!», anche se dai loro volti trapela che da festeggiare ci sia ben poco. Ci avviciniamo ad uno di loro, si chiama Maurizio Tiberio e propone articoli di pelletteria. Gli chiediamo se ad Ortona gli affari siano soddisfacenti e lui risponde così: «E’ una piazza che regge ancora. C’è da dire però che quest’anno probabilmente il numero di turisti ha avuto una flessione». Successivamente ci fermiamo davanti ad un chiosco dove Vincenzo Faggiano sta vendendo fiori. Gli chiediamo un commento e lui proprio non le manda a dire: «Va tutto male, la gente non ha soldi». Poi aggiunge: «Quando abbiamo comprato il posto qui ad Ortona si lavorava bene. Negli ultimi due anni invece gli incassi sono scesi del 50%». È la volta di Tonino Bruni, che aiuta il figlio Luca nella vendita di articoli di pelletteria. L'ambulante afferma che «non c'è differenza di guadagno tra una città e l'altra. Oggi è dura, si lavora per sopravvivere e per pagare». Dopo aver ascoltato il parere di chi vende, è arrivata l'ora di interpellare anche chi compra. Ci fermiamo a parlare, così, con Simone Salemme, un ragazzo che sostiene di preferire i negozi al mercato. «Credo che il materiale sia migliore e mi sento più sicuro a livello igienico». A dare la preferenza ai negozi c'è pure Luigi Costanzo, che non ci pensa due volte a sostenere l'inesistenza del commercio ad Ortona. Interessante, invece, è l'idea di Rita Cavuto: «Preferisco il mercato ai negozi ma non per i prezzi, molto simili tra loro, bensì per una questione di svago» sostiene la signora. «Andando al mercato c'è la possibilità di relazionarsi con le persone. È utile a scaricare lo stress della vita quotidiana, cosa che non succede nei supermercati, diventati un luogo dove si va dritti verso quello che si deve comprare, si paga e si torna a casa». Un pensiero appoggiato anche da Annamaria Di Lorenzo, tuttavia lei, se proprio dovesse scegliere, preferirebbe il negozio al mercato. Per la signora quest’ultimo invece «è un posto dove poter trovare occasioni di sconto».
La crisi, dunque, qui sembra tutt'altro che superata. Se gli ambulanti lamentano una forte riduzione di vendite, i cittadini cercano nei mercati di piazza un motivo per intrattenersi e un'alternativa al caro prezzi dei negozi.
Alfredo Sitti

