Negato il part-time alla maestra
Richiesta respinta: l’insegnamento non è compatibile con un negozio. È scontro legale
LANCIANO. Part-time negato a una maestra che svolge attività commerciale. Una supplente frentana, titolare di un piccolo negozio, si è vista negare la possibilità di un rapporto di lavoro con orario pari o inferiore al 50% al fine di continuare a svolgere l’altro lavoro.
La lavoratrice aveva ricevuto proposta di assunzione a tempo determinato fino al 31 agosto 2022 in un istituto comprensivo del Sangro-Aventino. «Quando però si è presentata a scuola per regolarizzare la presa di servizio», spiega l’avvocato Francesco Orecchioni che segue il caso, «il personale di segreteria le ha comunicato che non poteva essere assunta, a meno che non avesse provveduto a cessare immediatamente l’altra attività. È invece prevista espressamente dalla legge la possibilità per il dipendente pubblico con contratto pari o inferiore al 50% di svolgere altre attività». La maestra ha quindi richiesto formalmente la costituzione di un rapporto di lavoro a tempo parziale, ma l’istanza non è stata accolta. Secondo la scuola, tra l’impiego pubblico e l’esercizio di attività commerciale «c’è assoluta incompatibilità, senza deroga alcuna».
Non è così per la difesa: «L’articolo 53 del decreto legislativo 165/2001, richiamato dalla stessa scuola», precisa l’avvocato Orecchioni, «non preclude affatto lo svolgimento di attività commerciali per i dipendenti con prestazione di lavoro fino al 50% dell’orario di servizio. La riorganizzazione della disciplina del pubblico impiego ha infatti consentito a tutti i dipendenti pubblici di optare per un rapporto di lavoro a tempo parziale e, conseguentemente, di svolgere altra attività. Nel pubblico impiego ci sono migliaia di dipendenti in part-time, molti dei quali proprio perché svolgono altre attività. In attesa di una supplenza, il precario è costretto ad arrangiarsi. Su quanto accaduto alla mia assistita», conclude il legale, «ho chiesto chiarimenti all’Ufficio scolastico provinciale e regionale, finora senza ricevere risposta».

